
Andrea Viliotti: consulenza AI per imprese, strategia e governance
Sono Andrea Viliotti, consulente strategico in intelligenza artificiale. Aiuto CEO, imprenditori e responsabili di funzione a capire dove l’AI può creare valore, quali rischi presidiare, quali processi rendere più efficienti e quali decisioni non delegare agli strumenti.
La consulenza nasce dall’incontro tra esperienza imprenditoriale, analisi tecnologica e ricerca indipendente: dopo aver fondato e guidato per 23 anni un’azienda tecnologica, oggi lavoro con imprese che vogliono adottare l’AI con metodo, KPI, governance e responsabilità chiare.
I servizi non partono dal software, ma dal contesto aziendale: processi, dati, vincoli, persone, responsabilità, ritorno atteso e capacità reale di controllo.

Un primo assessment per capire quanto l’azienda è pronta a usare l’AI nei processi, nelle decisioni e nei flussi informativi.
Andrea Viliotti guida una valutazione iniziale su maturità digitale, dati disponibili, competenze interne, rischi e priorità operative. Il risultato è una prima mappa ragionata: cosa ha senso approfondire, cosa è prematuro e quali domande il management deve chiarire prima di investire.

Un percorso breve per imprenditori, CEO e responsabili di funzione che devono decidere se, dove e come introdurre l’AI.
L’obiettivo è trasformare una domanda generica — “possiamo usare l’AI?” — in un quadro decisionale: processi interessati, valore atteso, vincoli, rischi e prossimi passi.

Un audit per verificare se l’azienda possiede le condizioni minime per adottare soluzioni AI in modo controllabile.
L’analisi riguarda processi, flussi informativi, dati disponibili, rischi organizzativi e casi d’uso. La restituzione aiuta il management a distinguere opportunità concrete, aree non mature e iniziative da evitare.

Il workshop crea un linguaggio comune tra direzione e funzioni. Lavora su casi d’uso, rischi, responsabilità e regole pratiche per l’adozione dell’AI. Può essere usato come modulo autonomo o come add-on dopo audit, strategy sprint o governance sprint.

Lo sprint traduce ambizioni e pressioni sull’AI in un percorso di decisioni: quali use case scegliere, quali vincoli affrontare, quali KPI osservare e quali funzioni coinvolgere. È pensato per aziende che vogliono passare dalla domanda generale a una roadmap gestibile.

Il servizio aiuta l’azienda a preparare un impianto operativo per l’uso dell’AI: ruoli, responsabilità, controlli, human oversight e decisioni da sottoporre agli specialisti legali, privacy o cyber quando necessario. La logica è pragmatica: rendere leggibili scelte e limiti, senza promettere certificazioni.

Il servizio parte da un flusso di lavoro concreto e costruisce prompt, template, checklist e responsabilità d’uso. L’obiettivo è ridurre improvvisazione e dipendenza dal singolo utente, creando routine replicabili e controllabili.

Il Radar GDE aiuta a leggere segnali su AI, regolazione, geoeconomia, supply chain, mercati e tecnologia come input per decisioni aziendali. Non predice eventi certi: organizza segnali, rischi e soglie di attenzione in un formato leggibile per il management.

Il servizio verifica se un caso d’uso AI può essere misurato: quali dati esistono, quali KPI sono robusti, quali proxy sono deboli e quali decisioni sarebbero basate su osservabilità insufficiente. È utile quando l’azienda ha già individuato un’area, ma non sa se è davvero misurabile.

Il lab chiarisce il flusso, i dati necessari, le integrazioni, i rischi, i criteri go/no-go e le condizioni minime per proseguire. Il termine 'feasibility' evita di promettere prototipi production-ready quando il perimetro non è ancora stabile.

L’advisory accompagna il management su decisioni ricorrenti: priorità, rischi, vendor, use case, policy e memo decisionali. Il valore sta nella continuità e nel metodo, non nella sostituzione delle funzioni interne o degli specialisti.

Il servizio usa metodo e strumenti AI per accelerare la lettura di documenti, requisiti, rischi e coerenza della risposta. Serve a organizzare il lavoro del team, non a sostituire responsabilità, firma o valutazioni legali/procurement.

Il programma integra strategia, governance, competenze, priorità operative e pilot. È adatto quando il tema AI non riguarda una singola funzione ma l’assetto decisionale dell’organizzazione. La fase iniziale deve confermare obiettivi, stakeholder, rischi e dipendenze.