top of page

Chi finanzia il futuro del libro in Italia?

3 giorni fa
Tempo di lettura: 47 min

Vendite, bilanci e trasformazioni dell’editoria italiana: storia 2019–2026 e scenari condizionati al 2030


10 ottobre 2026 Informazioni economiche all’8 ottobre 2026 · Annuali 2019–2025, aggiornamenti parziali 2026, esperimenti 2027–2030

Chi finanzia il futuro del libro in Italia?
Chi finanzia il futuro del libro in Italia?

Le risorse che rendono possibile la prossima offerta

Il futuro del libro dipende dalla domanda e da chi anticipa il costo di pubblicare. Una vendita alimenta la filiera; fra quella vendita e le risorse per un nuovo titolo restano sconti, rese, costi, scorte, crediti e scelte finanziarie. Il passaggio decisivo è il recupero del capitale impegnato: chi lo sostiene, quanto tempo attende e quali impegni deve ancora pagare.


Le fonti osservate descrivono modelli diversi. Nei gruppi, il libro convive con distribuzione, librerie, servizi e altre attività. Nei casi universitari, contributi e patrimonio sostengono una missione che il fatturato commerciale non esaurisce. Nei servizi professionali si paga anche per aggiornamento, formazione e strumenti di lavoro. Per ciascun modello, il report segue entrate, anticipo di capitale, incassi e rischio, fino alla possibilità di finanziare nuova offerta.


Quattro risultati per orientarsi

1. Le vendite recuperano, con un perimetro preciso. Nel 2025 il trade cartaceo perde il 2,1% del valore e il 3,0% delle copie; nei nove mesi 2026 cresce del 3,2% e del 2,6%. Il miglioramento riguarda una finestra parziale e si distribuisce diversamente fra generi e canali. L’importo medio per copia incorpora prezzo, promozioni e mix; la crescita aggregata non identifica il contributo della domanda privata rispetto agli acquisti istituzionali. [1, 2]


2. Generare cassa e conservare liquidità sono passaggi diversi. Mondadori pubblica nel 2025 un flusso operativo di 116.987 migliaia di euro, mentre la liquidità finale diminuisce. Investimenti, acquisizioni, finanziamenti e distribuzioni determinano come la risorsa prodotta venga impiegata. Il consolidato permette di seguire questi passaggi, ma non isola una cassa dei soli libri. [3]


3. Il catalogo espone capitale prima dell’incasso. BUP registra nel 2025 una svalutazione delle scorte di 150.917 euro e una perdita di 372.961 euro. Il caso rende visibile il rischio di mancato recupero del costo anticipato. Gli interventi di ricapitalizzazione previsti dal piano sono sostegni programmati, non incassi verificati; il bilancio pubblico non determina la tiratura ottimale di un titolo. [4]


4. Un saldo maggiore può nascondere una spesa mancata. Nel caso condizionato Mondadori, lo stress di liquidità impedisce l’investimento discrezionale del 2028: la base finanzia 7.866.000 euro, lo stress zero. Il 2030 termina però con un saldo convenzionale più alto nello stress. Occorre quindi leggere insieme risorse, spesa effettuata e calendario. È un risultato delle regole illustrative del modello; non rappresenta liquidità aziendale o una previsione per il settore. [5]


Sei percorsi per una decisione professionale

Compito

Domanda da portare ai dati

Percorso e caso

Catalogo, autori, agenti e diritti

Come recuperare il capitale impegnato in una nuova offerta?

§4, BUP e FARE; scheda 8.1

Direzione, finanza e investitori

Quali risorse sono disponibili dopo gli impegni e in quale momento?

§3, Mondadori/Sole; §7; scheda 8.4

Commerciale e librerie

Da quali clienti e canali viene la domanda e quando diventa incasso?

§1 e §5; scheda 8.2

Distribuzione

Quanto capitale assorbono scorte, rese e tempi di regolamento?

§3–4 e §7; scheda 8.3

Biblioteche, istituzioni e associazioni

Quale passaggio collega fondi, ordini, disponibilità e uso?

§3, universi ISTAT; §5; scheda 8.5

Digitale e servizi

Quale funzione acquistata sostiene rinnovi e margine dopo la verifica?

§6 e appendice C; scheda 8.6

I percorsi sono accessi al medesimo report. Le schede del §8 indicano prove, dati mancanti e segnali di riesame; non derivano da interviste a questi ruoli.

 

I rimandi [n] conducono alla bibliografia. Le pagine delle fonti sono indicate come «p. PDF», numerate fisicamente da 1; non sono le pagine di questo report. Fogli e celle identificano le tavole usate. Le appendici precisano le edizioni delle fonti, le definizioni e i limiti dei confronti. Un dato mancante o sospeso conserva il proprio stato.


Introduzione. Seguire la risorsa lungo la filiera

Chi paga un libro non coincide sempre con chi lo legge, sceglie il titolo o sostiene il rischio di pubblicarlo. Una famiglia acquista un testo scolastico scelto attraverso un’adozione. Una biblioteca ordina per una comunità di utenti. Un’impresa paga un abbonamento per aggiornare il lavoro dei propri professionisti. Un editore anticipa costi e diritti; un distributore e una libreria rendono disponibile il titolo e regolano la transazione secondo tempi propri. Queste differenze contano quando si cerca di capire quale offerta possa continuare o ampliarsi.


La ricostruzione procede dalle vendite ai bilanci, poi dal capitale del catalogo ai pagatori e alle funzioni acquistate. Le evidenze nazionali descrivono aggregati delimitati; i casi aziendali spiegano meccanismi osservabili. Il confronto conserva questa differenza. Nei consolidati, attività e geografie possono estendersi oltre il libro italiano; nei casi minori, contributi e missione rendono incompleto un confronto basato sul solo fatturato. Gli esperimenti finali seguono due casi locali fino al 2030 per mostrare come una variazione si trasmetta alle risorse e alla scelta successiva.


L’obiettivo professionale è arrivare a una domanda verificabile: quale entrata o impegno spiega il risultato, quale dato distinguerebbe una spiegazione concorrente e quale decisione dipende da quel passaggio? Ogni conclusione mantiene il proprio anno, perimetro e grado di certezza. Le informazioni economiche si fermano all’8 ottobre 2026. Gli esperimenti del capitolo 7 e dell’appendice E espongono insieme risultati, ipotesi e casi non calcolabili.


1. Il mercato: domanda, canali e funzioni del libro

Nel 2025 il mercato dei libri fisici di varia nei canali trade si contrae; nei primi nove mesi del 2026 recupera. Le due osservazioni descrivono finestre differenti e non autorizzano a dichiarare già conclusa la debolezza dell’anno precedente. AIE misura vendite al pubblico e spesa finale, mentre un bilancio editoriale misura ricavi attribuiti a un’impresa e a un periodo. Tenere distinti questi oggetti permette di leggere insieme domanda e risultati industriali senza far coincidere un libro venduto, una consegna al distributore e un euro incassato dall’editore. [1, 2]


La contrazione del 2025 e il recupero parziale del 2026

Finestra

Spesa finale

Copie fisiche

2024 → 2025, nella pubblicazione 2025

1.516,5 → 1.483,9 milioni €; −2,1% pubblicato.

102,6 → 99,5 milioni; −3,0% pubblicato. [1]

Gennaio–settembre 2025 → 2026

995,1 → 1.026,5 milioni €; +3,2% pubblicato.

68,0 → 69,8 milioni; +2,6% pubblicato. [2]

Confronti entro la stessa pubblicazione. I nove mesi 2026, pubblicati il 7 ottobre, restano separati dall’annuale.

 

Nel 2025 il valore incorpora sconti e promozioni. Il calo meno pronunciato rispetto alle copie segnala un cambiamento dell’importo medio per copia; può derivare dai prezzi dei titoli, dall’intensità delle promozioni e dalla composizione degli acquisti. Non identifica un’inflazione a qualità costante. I libri fino a 9,99 euro passano da 28,5 a 26,1 milioni di copie, mentre le fasce oltre 20 euro tengono meglio. La debolezza maggiore di saggistica specialistica e manualistica, insieme alla tenuta dei bambini nelle copie, suggerisce quindi di interrogare il mix prima di attribuire un unico comportamento a tutti i lettori. Le classi di ricavo degli editori, inoltre, non costituiscono coorti immutate: la loro evoluzione non prova che ogni impresa della fascia segua lo stesso percorso. [1]


I canali rendono visibile un secondo meccanismo. Nel 2025 le librerie indipendenti scendono da 15,1 a 13,8 milioni di copie, con una variazione pubblicata dell’8,5% in meno. Nei nove mesi 2026 crescono fumetti, bambini e narrativa; la manualistica diminuisce e la saggistica specialistica resta negativa. Le librerie fisiche avanzano del 6,2%, l’online è stabile e la grande distribuzione arretra. Anche le indipendenti recuperano, restando sotto il livello dei corrispondenti nove mesi 2024. Questi risultati sono compatibili con una diversa distribuzione degli acquisti fra canali e generi; non dimostrano da soli che il potere contrattuale di un editore sia aumentato. Per quella conclusione servirebbero condizioni commerciali, resi, costi di distribuzione e tempi di pagamento. [1, 2]


AIE collega parte del recupero 2026 al sostegno pubblico e osserva una maggiore stagnazione nei periodi meno sostenuti. È una spiegazione plausibile, non una stima causale identificata. Calendari istituzionali, titoli di successo, promozioni e cambiamenti di canale possono concorrere allo stesso risultato. Per distinguere una ripresa autonoma da acquisti concentrati in una finestra finanziata occorrono identità del pagatore, data dell’ordine, liquidazione e precedente esposizione ai fondi. Una crescita persistente degli acquisti privati sosterebbe la prima interpretazione; una crescita soprattutto istituzionale e temporanea la renderebbe più debole. La decisione operativa è dunque conservare il recupero osservato senza annualizzarlo e seguirne la conversione in ordini netti e incassi. [2]

Figura 1. Varia cartacea nei canali trade: confronti entro la stessa pubblicazione. A sinistra annuali; a destra gennaio–settembre. Spesa finale e copie fisiche, con sconti/promozioni nella definizione della fonte. Le scale e le finestre restano distinte. [1, 2]
Figura 1. Varia cartacea nei canali trade: confronti entro la stessa pubblicazione. A sinistra annuali; a destra gennaio–settembre. Spesa finale e copie fisiche, con sconti/promozioni nella definizione della fonte. Le scale e le finestre restano distinte. [1, 2]


Le versioni della rilevazione fanno parte dell’evidenza

La ricostruzione 2019–2025 conserva le diverse pubblicazioni AIE. Il comunicato del 30 gennaio 2020 non precisa autonomamente se il valore 2019 rappresenti prezzi di copertina o prezzi effettivamente pagati; le presentazioni successive modificano anche i livelli storici. Nel 2020 e-book e audiolibri sostengono il mercato complessivo, ma un download non è una copia fisica. Nel 2021 l’espansione è netta: la prima pubblicazione riporta 115,6 milioni di copie e un prezzo medio di copertina di 14,72 euro. Il successivo assestamento va letto entro ciascuna coppia della stessa pubblicazione. Unire livelli di annate diverse in una sola curva attribuirebbe ai consumatori anche cambiamenti della rilevazione. [6, 7, 8]


L’appendice B conserva la tavola completa dei livelli e delle versioni 2019–2024, inclusi i confronti 2021–2022 e 2022–2023. Per il 2024, versione originale, versione riveduta e comparativo pubblicato nel 2025 restano distinti. Valutare il 2025 richiede la coppia 2024–2025 della sua pubblicazione; valutare il 2024 richiede la coppia 2023–2024 riveduta. Una revisione dei livelli non è una perdita aggiuntiva di domanda. [9, 10, 11, 12, 1]


Gli studi sul prezzo regolato aiutano a formulare il controllo. Nell’abstract disponibile, Williams associa il prezzo fisso europeo a maggiori vendite senza un evidente effetto sul prezzo medio; il testo integrale non è disponibile fra le fonti utilizzate, quindi campione e identificazione non sostengono una calibrazione. Genakos e coautori, nel working paper del marzo 2025, confrontano vendite mensili per ISBN e canale nel 2009–2014 in Italia e di libri italiani in Svizzera, attorno alla legge Levi del settembre 2011. Stimano un aumento medio dell’1,4% del prezzo pagato, più forte negli indipendenti e lievemente negativo nelle catene, senza variazioni rilevanti dei prezzi di copertina. Cresce la varietà acquistata, senza evidenza di più nuovi titoli pubblicati. Produzione e titoli raggiunti dai lettori misurano quindi fenomeni diversi; nessuno di questi risultati attribuisce un coefficiente causale alla ripresa 2026. [13, 14]


Mercati diversi secondo la funzione del libro

Il quadro complessivo AIE vale 3.198 milioni di euro nel 2025, contro 3.237 nel 2024, ai prezzi di vendita. Al suo interno la varia estesa vale 1.699 milioni, la scolastica d’adozione 773, l’universitario 140,8 e il professionale 462,0. Le quattro cifre non sono una partizione esaustiva da sommare: il totale comprende anche esportazioni fisiche, scambi fra imprese e altre attività; la varia estesa comprende digitale e altri punti vendita, il professionale periodici, banche dati, software e formazione. La diversa funzione modifica chi sceglie, chi paga e quando. Nella varia prevalgono scelta discrezionale, catalogo e canale; nelle adozioni scolastiche decisione e pagamento familiare seguono calendari specifici; nell’universitario e professionale entrano biblioteche, università, organizzazioni e prestazioni ricorrenti. [15]


Il −7,6% dell’universitario e il +4,8% del professionale non contraddicono il calo della saggistica specialistica trade: gli ambiti non coincidono. Per trasferire il segnale al bilancio serve un raccordo con ricavi netti, resi, diritti, servizi, esportazioni ed eliminazioni interne. Una consegna può precedere la vendita al lettore e una vendita precedere l’incasso. La quota di mercato descrive una posizione commerciale; la sostenibilità richiede anche margine, capitale impegnato e liquidità, osservati al perimetro effettivamente pubblicato. [15, 1]


2. Quattro fasi: espansione, adattamento e recupero da verificare

2019: la base prima della discontinuità

Il 2019 offre una base precedente alla pandemia, non un equilibrio al quale ogni segmento debba tornare. La prima rilevazione trade e i comparativi successivi differiscono; anche il fatturato dei gruppi comprende attività estranee al solo libro e alla sola Italia. Occorre quindi usare la base con la sua definizione originaria. Il confronto seguente tiene separate tre dimensioni: accesso ai punti vendita, domanda finale e perimetro industriale. Una loro variazione simultanea non consente di scegliere automaticamente una sola causa. [6, 7, 16]


2020–2021: vincoli fisici e forte espansione della domanda

Chiusure e riaperture cambiano l’accesso ai negozi, il digitale acquista rilievo e nel 2021 il trade cresce fortemente. I documenti non separano quantitativamente tempo disponibile, sostegni, titoli di successo e ricomposizione dei canali. La flessione dei ricavi Mondadori nel 2020 e il recupero successivo mostrano inoltre che andamento commerciale e traiettoria industriale possono divergere. La distribuzione deve finanziare scorte e consegne in un calendario anomalo; l’editore può adattare l’offerta senza vedere immediatamente lo stesso effetto nei ricavi o nella cassa. Il discriminante utile è la continuità degli acquisti e degli incassi dopo la riapertura, mantenendo distinta la crescita acquisita. [7, 8, 17, 18]


2022–2025: pressione sui margini e trasformazioni del perimetro

Dal 2022 operano insieme costi e riorganizzazione industriale. Le tavole ISTAT mostrano pressione sul margine operativo con fatturato aggregato quasi stabile, ma non isolano quanto dipenda da carta, energia o altri acquisti. Acquisizioni nella scolastica e nella distribuzione cambiano contemporaneamente i consolidati: un gruppo può aumentare i ricavi mentre la domanda italiana nel perimetro precedente diminuisce. Per attribuire il risultato all’espansione organica servono il contributo delle nuove attività, il costo dell’acquisizione e la cassa generata in seguito. [19, 20, 21, 22]


Il 2024 richiede particolare attenzione alle revisioni della rilevazione; il 2025 registra invece una contrazione entro una pubblicazione coerente. Reti di vendita, servizi e investimenti si adattano in modi differenti, mentre alcuni piccoli operatori mostrano difficoltà patrimoniali. L’evidenza sostiene una pluralità di adattamenti, più che un ciclo identico per tutto il settore. Questa lettura perderebbe forza se ricavi librari netti omogenei, capitale circolante e cassa mostrassero un andamento comune anche nei casi oggi diversi. La verifica deve perciò seguire le attività e i loro vincoli, senza trasformare il consolidato più grande in rappresentante automatico di tutte le imprese. [12, 1, 3, 4]


2026 parziale: il recupero e la sua durata

I nove mesi commerciali e i semestrali aziendali 2026 descrivono un esercizio ancora aperto. Acquisizioni, ordini scolastici anticipati e calendari istituzionali possono spostare ricavi e pagamenti fra periodi. Una ripresa durevole dovrebbe mostrare acquisti privati e istituzionali regolari, incassi coerenti e continuità oltre l’impulso temporaneo. L’ipotesi concorrente è un recupero concentrato in alcune finestre di spesa. Pagatore, data dell’ordine, liquidazione, vendite al netto dei resi e ritorno del cliente permettono di distinguerle. Gli atti sui sostegni documentano il disegno dell’intervento; non provano da soli quanti euro aggiuntivi siano arrivati agli editori né la loro stabilità futura. [2, 23, 24, 25, 26]


3. Dai ricavi alla cassa: che cosa dimostrano i bilanci

Un risultato economico positivo non garantisce liquidità disponibile. I ricavi seguono la competenza; EBITDA indica il risultato prima degli ammortamenti secondo la definizione dell’impresa, EBIT il risultato operativo e l’utile comprende anche componenti finanziarie e fiscali. Le misure adjusted isolano rettifiche dichiarate, senza rendere automaticamente comparabili due aziende. Nel rendiconto IAS 7, CFO indica il flusso operativo, CFI quello d’investimento e CFF quello di finanziamento. Gli investimenti impegnano risorse, mentre prestiti, dividendi e locazioni modificano il raccordo finanziario. IFRS 16 può spostare costi e flussi fra voci; il rapporto tra attività e passività correnti descrive consistenze, non garantisce una data d’incasso. [3, 27]


Prima del confronto: universo statistico e campione documentale

ISTAT distingue imprese attive dell’archivio ASIA, universo economico FRAME/PMI e unità locali. Queste ultime sono sedi, non aziende da aggiungere ai gruppi. Nel volume Cultura 2023, le tavole 3.7 e 3.8 arrivano al 2022; la 3.9 copre 2017–2022, la 3.10 riguarda il 2022 e la 3.11 il 2022–2023. L’anno del titolo non è quello di ogni osservazione. L’ATECO 58.11 comprende libri cartacei, elettronici, audio e pubblicazioni internet; le agenzie 82.99.2 distribuiscono anche giornali e riviste. [19]

Universo e anno

Dato pubblicato

Che cosa permette di dire

ASIA, 2022

Edizione: 2.051 imprese, 8.539,67 addetti medi annui; commercio specializzato: 3.327 imprese; distribuzione: 194.

Gli addetti medi annui non sono persone presenti a fine anno. [19]

FRAME/PMI, 2022

1.960 imprese editoriali; fatturato 2.742.596 migliaia €; MOL 360.911 migliaia €.

Universo distinto da ASIA; variazioni pubblicate: fatturato circa −0,4%, MOL circa −17,8%, acquisti di beni e servizi in aumento. [19]

Unità locali, 2022

1.951 sedi editoriali su 2.111 hanno al massimo nove addetti.

Non è una percentuale di imprese né un peso sul fatturato. [19]

AIE, 2025

5.498 editori o marchi con almeno una novità.

Marchi, imprese legali e sedi non coincidono: il dato non prova un raddoppio rispetto a ISTAT. [15, 19]

Unità osservate e anni effettivi. Gli universi restano separati prima di interpretare i casi aziendali.

 

La diffusione di strutture piccole rende rilevanti costi fissi, numerosità degli ordini e tempi d’incasso, ma il campione di consolidati grandi tende a sottorappresentarle. Il report affianca perciò annuali confrontabili a casi indipendenti, scolastici e accademici, conservando segmenti, distribuzione, negozi e sovrapposizioni. Gruppo e controllata non si sommano; in assenza di ricavi librari netti omogenei non si dichiara una copertura nazionale.


Per Giunti e altri operatori privati, un annuale completo non acquisito è una lacuna documentale, non prova di inesistenza: comunicazioni isolate e omonimi non lo sostituiscono. I grandi gruppi chiariscono scala e finanza; i piccoli chiariscono catalogo e circolante, senza ereditare la cassa dei primi. [19, 15]


Mondadori: scala industriale e perimetro del risultato

Mondadori comprende produzione, distribuzione, librerie, marchi e media; il Trade include anche attività distributive e museali. Il Sole combina informazione, dati, software, formazione ed eventi, con pubblicità, radio e attività professionali. Nessuno dei due consolidati misura il solo libro italiano. Per Mondadori, il settore Libri era unico nel 2019–2021 e diventa poi Trade ed Education. D Scuola e l’ampliamento distributivo cambiano il perimetro: il recupero del fatturato dopo il 2020 non identifica da solo crescita organica della domanda. [3, 27]

Anno

Ricavi Mondadori

EBITDA riportato Mondadori

Ricavi Sole

2019

884.860

102.891 [16]

198.737 [28]

2020

743.993

84.626 [17]

190.976 [29]

2021

807.345

91.140 [18]

203.545 [30]

2022

903.003

130.727 [20]

211.556 [31]

2023

904.737

148.895 [32]

215.068 [33]

2024

934.734

154.937 [21]

214.544 [34]

2025

931.567

151.171 [3]

213.915 [27]

Consolidati annuali, migliaia di euro. Ogni punto usa l’annuale corrente: il confronto non neutralizza acquisizioni né definizioni dei segmenti.

 

Tra 2024 e 2025 il Trade passa da 396,8 a 393,3 milioni di ricavi, l’Education da 233,3 a 230,3 e il Retail da 215,5 a 220,3. Misurano stadi diversi della filiera, con vendite interne ed eliminazioni: non si sommano per ottenere un mercato. Già nel 2024 la società distingueva crescita riportata del Trade e contrazione organica. Nel 2025 EBITDA adjusted di gruppo pari a 158,2 milioni e riportato arrotondato a 151,2 convivono con adjusted di 59,3 nel Trade, 64,3 nell’Education e 19,7 nel Retail. Il gruppo collega la flessione Trade anche alla fine della concessione del Colosseo e alla mancata ripetizione di condizioni favorevoli del 2024; attribuirla tutta alla domanda libraria sarebbe eccessivo. L’investimento nella rete Retail spiega un adattamento industriale, ma il maggiore potere contrattuale richiede riscontri nei contratti. [21, 3]


L’EBIT 2025 è 84.206 migliaia di euro, l’utile totale 54.833 e quello attribuibile alla capogruppo 54.030. Le attribuzioni restano separate; nei primi annuali il risultato che apre il rendiconto non coincide automaticamente con l’utile totale del conto economico. Ammortamenti, svalutazioni, diritti d’uso e acquisizioni richiedono i raccordi pubblicati: l’EBITDA non va ricostruito sommando indistintamente voci. Il profitto descrive il risultato maturato, mentre il rendiconto chiarisce quanta liquidità sia stata generata e destinata a investimenti o finanziatori. [16, 17, 18, 3]


La conversione in cassa: Mondadori e Il Sole 24 Ore

Il Sole presenta un’evoluzione diversa: l’EBITDA riportato è 21.042 migliaia di euro nel 2019, 11.255 nel 2021, 31.951 nel 2022 e 22.121 nel 2025. Nel 2021 la ristrutturazione amplia la distanza dal risultato rettificato; nel 2025 EBIT e utile sono rispettivamente 5.376 e 3.959 migliaia. Una componente non ricorrente può continuare a richiedere pagamenti negli anni successivi. Isolarla per comprendere il margine non significa eliminarne il costo finanziario. [28, 30, 31, 27]

Anno

CFO IAS 7 Mondadori

CFO IAS 7 Sole

2019

85.910 [16]

13.452 [28]

2020

83.902 [17]

13.695 [29]

2021

97.400 [18]

2.985 [30]

2022

100.024 [20]

35.370 [31]

2023

121.582 [32]

32.030 [33]

2024

125.820 [21]

25.900 [34]

2025

116.987 [3]

23.948 [27]

Flussi operativi finali pubblicati, migliaia di euro; già comprendono circolante e altre componenti del rendiconto. I comparativi rivisti restano separati.

 

Il CFO IAS 7 Mondadori non è un margine prima del circolante. Va anche distinto dall’operating cash flow alternativo dell’emittente, che nel suo raccordo è già dopo capex: sottrarli ancora conterebbe due volte l’investimento. Nel 2025 il rendiconto riporta investimenti per −47.521 migliaia e finanziamenti per −124.095, comprendenti rimborsi di debito, locazioni e dividendi. La cassa iniziale di 111.289 scende a 56.660, con variazione pubblicata di −54.629. Una diminuzione del saldo non dimostra una perdita ordinaria; una crescita non dimostra autofinanziamento, come chiarisce anche il maggior indebitamento del 2024. La catena completa degli indicatori alternativi è conservata nell’appendice B, sezione «Mondadori: il raccordo alternativo dell’emittente» per evitare di confonderla con IAS 7. [21, 3]


Anche al Sole la lettura cambia con la natura dei flussi. Il 2020 comprende il finanziamento SACE; il 2021 l’incasso differito della cessione Business School 24 e un nuovo prestito obbligazionario; nel 2023 le cessioni di siti produttivi contribuiscono al CFI positivo. Nel 2025 gli investimenti cash identificati sono 7.410 migliaia di euro, mentre il flusso netto d’investimento è −5.997 e contiene altre componenti. Il flusso operativo al netto degli investimenti monetari identificati è 16.538.000 euro, distinto dal CFO. I raccordi disponibili riguardano componenti specifiche. Gli effetti delle variazioni dei cambi necessari per riconciliare tutti i flussi con i saldi di cassa non sono documentati nella base utilizzata e non vengono sostituiti con zero. [28, 29, 30, 31, 33, 34, 27]

Figura 2. Rendiconti IAS 7 consolidati 2025, milioni di euro. Flussi pubblicati, non ricostruzione di una cassa libraria. Le scale differiscono; le classificazioni di interessi, leasing e componenti restano quelle dei gruppi. Il raccordo completo fra saldo iniziale e finale resta non calcolabile nella base utilizzata, perché manca il dato richiesto sugli effetti delle variazioni dei cambi. [3, 27]
Figura 2. Rendiconti IAS 7 consolidati 2025, milioni di euro. Flussi pubblicati, non ricostruzione di una cassa libraria. Le scale differiscono; le classificazioni di interessi, leasing e componenti restano quelle dei gruppi. Il raccordo completo fra saldo iniziale e finale resta non calcolabile nella base utilizzata, perché manca il dato richiesto sugli effetti delle variazioni dei cambi. [3, 27]

Figura 3. CFO IAS 7 annuale 2019–2025, milioni di euro: ciascun punto usa il rendiconto corrente pubblicato per l’esercizio. Le acquisizioni e le classificazioni possono cambiare la composizione; la linea descrive i consolidati e non una crescita organica omogenea del solo libro. I comparativi rivisti sono tenuti distinti; le principali discontinuità sono precisate nell’appendice B. [16, 17, 18, 20, 32, 21, 3, 28, 29, 30, 31, 33, 34, 27]
Figura 3. CFO IAS 7 annuale 2019–2025, milioni di euro: ciascun punto usa il rendiconto corrente pubblicato per l’esercizio. Le acquisizioni e le classificazioni possono cambiare la composizione; la linea descrive i consolidati e non una crescita organica omogenea del solo libro. I comparativi rivisti sono tenuti distinti; le principali discontinuità sono precisate nell’appendice B. [16, 17, 18, 20, 32, 21, 3, 28, 29, 30, 31, 33, 34, 27]


Il capitale impegnato prima dell’incasso

A fine 2025 Mondadori presenta rimanenze per 152.285 migliaia di euro, crediti commerciali per 165.142 e debiti commerciali per 264.262. Il circolante definito dall’emittente è 12,8 milioni e include altre poste. Nel rendiconto, scorte e debiti assorbono rispettivamente 2.263 e 15.059 migliaia, mentre i crediti liberano 7.455. Le differenze tra consistenze non equivalgono automaticamente a flussi: acquisizioni e riclassificazioni possono intervenire. Non se ne ricavano giorni di scorta, incasso o pagamento del solo libro. Al Sole le consistenze sono 2.244 migliaia di rimanenze, 66.258 di crediti e 92.953 di debiti: il diverso modello operativo è visibile, ma questi dati non isolano la cassa del Professional né un Trade autonomo. Gli stress di segmento restano ipotesi del modello. [3, 27]


Le locazioni richiedono la stessa cautela. Nel 2025 la posizione Mondadori, presentata come debito positivo, è 85,7 milioni escluso IFRS 16 e 174,5 inclusi i leasing. Le serie storiche possono usare il segno opposto; il raccordo deve dichiararlo e non aggiungere due volte le locazioni. Rimborso del capitale, investimenti e interessi sono componenti diverse. L’effetto IFRS 16 sull’EBITDA non crea liquidità liberamente spendibile. La misura del debito comprensiva dei leasing resta distinta da quella che li esclude. Le approssimazioni del capex e i cinque risultati non calcolabili sono precisati nell’appendice B, sezione «Rendiconti e limiti dei raccordi di cassa», con il motivo del limite. [16, 3]


Altri modelli di impresa e altri rischi d’incasso

SEIF unisce Il Fatto, PaperFirst e Loft. Nel consolidato 2025 vende prestazioni per 30.751.612 euro, perde 2.585.608 e ha patrimonio netto negativo per 6.400.589. L’editoria scende da 23,791 a 22,026 milioni di ricavi, mentre il media content sale da 3,374 a 5,239. I 5.539.791 euro di lavori interni capitalizzati comprendono contenuti televisivi e innovazione: non sono incassi da clienti. CFO positivo di 5.493.142 convive con investimenti di 7.022.389 e finanziamenti positivi di 1.691.880. L’aumento dei debiti commerciali, 2.843.314 euro, contribuisce al circolante positivo per 3.018.217: la cassa va letta con credito dei fornitori e finanziamento. Non dimostra automaticamente insolvenza né permette un rapporto riferito a PaperFirst. Occorrono calendario dei progetti e ricavi futuri degli attivi; l’AI programmata non è un risparmio già misurato. La spiegazione di nuova offerta strutturale compete con quella di una fase d’investimento e di ricomposizione dei media. [35]


Treccani chiarisce invece il rischio di vendere prima di incassare. Nell’ultimo consolidato acquisito, il 2023, ricavi di 32.556.036 euro e perdita di 12.608.914 convivono con CFO positivo di 4.205.569, sostenuto dalla riduzione dei crediti. Quelli verso clienti ammontano ancora a 86.948.433 euro, dei quali 55.660.138 oltre l’esercizio successivo. Vendite rateali, factoring pro solvendo e maggiori oneri finanziari mostrano come il rischio possa restare dopo la vendita; la relazione segnala riduzione della clientela storica e annullamenti di ordini. Il gruppo comprende scuola, reti, formazione, iniziative culturali ed e-commerce. Il caso richiede verifiche sul recupero dei crediti e non si trasferisce a una libreria pagata immediatamente. Mancano nel corpus gli annuali 2024–2025: non è una diagnosi corrente del 2026. [36]


Cairo Communication integra RCS, periodici, pubblicità e La7, in Italia e Spagna. Nel 2025 i ricavi netti sono 999,5 milioni, l’utile totale 61,4, quello attribuibile al gruppo 39,7 e il CFO 115,6. Il settore periodici Cairo Editore registra 64,1 milioni di ricavi operativi e 12,1 di EBITDA, senza isolare i libri. RCS, già compresa in Cairo, pubblica nel proprio annuale 2024 ricavi di 819,2 milioni, utile di 62,1 e CFO di 115,7. Qui gli interessi pagati sono classificati nel finanziamento, mentre il CFO Cairo è dopo oneri finanziari pagati: cifre vicine possono avere significati diversi. I due consolidati non si sommano e Cairo Editore non coincide con Rizzoli libri, nel gruppo Mondadori. [37, 38]

Caso e periodo

Entrata e pagatore

Capitale e tempi d’incasso

Rischio e limite

Mondadori, 2025 [3]

Libri e servizi di filiera: clienti finali, intermediari e clienti istituzionali nei diversi segmenti.

Costi e scorte precedono la vendita; crediti e condizioni di filiera incidono sul CFO consolidato.

Il gruppo espone capitale in scorte e crediti. Acquisizioni e vendite interne; incassi e cassa dei segmenti non isolati.

Sole, 2025 [27]

Informazione, dati, formazione ed eventi: lettori, professionisti, imprese e clienti dei servizi.

Contenuti e strumenti richiedono lavoro anticipato; rinnovi e prestazioni seguono calendari diversi.

Il gruppo sostiene costi di contenuto e strumenti. Ristrutturazioni e classificazioni; incassi Professional non separati.

SEIF, 2025 [35]

Editoria e audiovisivo: acquirenti, abbonati e clienti delle attività del gruppo.

Attivi interni capitalizzati; variazioni dei debiti verso fornitori contribuiscono al CFO. Non misurano da sole nuovi incassi.

Il gruppo espone capitale ai ritorni dei progetti. Patrimonio negativo; nessuna cassa PaperFirst separata.

Treccani, 2023 [36]

Opere e servizi: clienti delle reti commerciali, scuola e formazione.

Rate e factoring pro solvendo prolungano l’esposizione.

Incassi lontani e cancellazioni; annuali 2024–2025 non acquisiti.

Cairo 2025 / RCS 2024 [37, 38]

Lettori, inserzionisti e clienti delle attività multimediali nel consolidato.

Classificazioni degli interessi differenti nel CFO.

Anni e perimetri distinti; nessuna somma né attribuzione automatica ai libri.

BUP, 2025 [4]

Libri e servizi ai clienti; il piano prevede sostegno patrimoniale.

Capitale impegnato nelle scorte; ricapitalizzazioni programmate non sono incassi osservati.

Le scorte espongono capitale al mancato recupero; la perdita riduce il patrimonio. CFO non disponibile.

FARE, 2023 [39]

Vendite e contributi sostengono attività commerciali e missione universitaria.

Investimenti, patrimonio e sostegno istituzionale accompagnano i ricavi; il rendiconto copre attività miste.

Capitale e contributi sostengono attività miste; rischio del singolo libro non separabile. Annuali 2024–2025 non acquisiti.

Gambero Rosso, 2025 [40]

Guide, formazione, promozione e altri servizi ai rispettivi clienti.

La relazione commerciale si combina con spese e investimenti del gruppo.

Class include Gambero: consolidati non additivi; risultato di gruppo non coincide con margine delle guide.

Sanoma, 2025 [22]

Apprendimento e altri servizi: studenti, famiglie, istituzioni e clienti nei paesi serviti.

Costi anticipati per contenuti e libri a noleggio; tempi e classificazioni del consolidato globale.

Learning Italia ha un perimetro distinto; CFO globale non attribuito ai libri italiani.

La stessa griglia distingue entrata, anticipo di capitale, tempo e rischio. Le categorie dei pagatori descrivono il modello; non assegnano quote dei ricavi né identificano una cassa separata. I casi BUP/FARE sono sviluppati nel §4, quelli dei servizi nel §6.

 

4. Quanto capitale richiede il catalogo prima di restituirlo?

Un titolo assorbe risorse prima di arrivare al lettore. Diritti, anticipi, lavorazione e stampa precedono gli incassi; copie invendute, rese e tempi di pagamento possono prolungare l’esposizione. La domanda utile per una direzione editoriale riguarda quindi il recupero del costo delle uscite già realizzate, insieme alla capacità di finanziare quelle successive. Il numero di novità, da solo, non descrive questa capacità. I casi universitari rendono visibile anche un altro passaggio: una missione culturale può avere bisogno di contributi e capitale paziente, senza che il fatturato commerciale ne esaurisca il valore.


Bologna University Press: cosa resta immobilizzato nel catalogo?

Nel 2025 Bologna University Press registra ricavi di vendite e servizi per 629.660 euro, una perdita di 372.961 e un patrimonio netto negativo per 413.172. Il bilancio descrive il quarto esercizio consecutivo in perdita. La cassa finale di 105.499 euro è uno stock disponibile a quella data; non misura la risorsa generata nell’anno e non annulla l’erosione patrimoniale. Il bilancio abbreviato completo non contiene un rendiconto finanziario: il flusso operativo rimane mancante e non viene sostituito dalla differenza fra due saldi di cassa. [4]


La pressione sul catalogo è concreta. BUP pubblica 84 nuovi titoli e 23 volumi di riviste, oltre alle ristampe, ma svaluta le scorte per 150.917 euro. Libri obsoleti, vecchie riviste e manuali superati perdono capacità di recuperare il costo anticipato. Le rimanenze finali scendono a 270.193 euro, contro 405.341 nel comparativo. Il piano adottato nel gennaio 2026 prevede una prima ricapitalizzazione di 689.000 euro e un eventuale secondo intervento di 277.000: sono importi previsti dal piano, non incassi verificati. [4]


Per chi decide le uscite, il caso sposta l’attenzione dalla sola produzione al recupero delle coorti di catalogo: quante risorse ha assorbito ciascun insieme di titoli, quante copie sono state vendute al netto delle rese e quanto è stato incassato? I dati aggregati non permettono di scegliere una tiratura ottimale. La decisione richiede costi, contributi, anzianità delle scorte e durata delle vendite per titolo. Un catalogo ampio può distribuire il rischio, ma può anche moltiplicare il capitale fermo.


Anche la base del confronto deve restare riconoscibile. L’originale 2024 riporta ricavi per 780.986 euro; il bilancio 2025 presenta per il medesimo anno un comparativo di 778.318. Il calo del 19,10% usa quest’ultimo valore come base di confronto. Il patrimonio netto comparativo 2024 differisce di un euro dall’originale: è una differenza fra versioni, distinta da un residuo di cassa. La trasformazione da società a fondazione, il 12 luglio 2021, costituisce inoltre una discontinuità giuridica. Le serie e i dettagli di riconciliazione sono nell’appendice B, nelle tavole iniziali sui comparativi e nella sezione «Bologna University Press: annuali originali e dettagli analitici». [41, 4, 42]


FARE: quali risorse sostengono la missione universitaria?

FARE, controllata interamente dall’Università di Udine e attiva anche attraverso Forum, combina formazione avanzata, ricerca ed editoria. Nel 2023 vende beni e servizi per 399.310 euro e riceve contributi in conto esercizio per 751.885. Il valore della produzione è 1.259.205 euro, l’utile 4.213 e il patrimonio netto 1.069.029. Sono grandezze di una società con attività miste: non descrivono la redditività autonoma del libro e non forniscono una graduatoria di efficienza rispetto a BUP. [39]


Il flusso operativo positivo di 239.398 euro segue un comparativo negativo di 14.541; la riduzione dei crediti verso clienti contribuisce per 124.638 alle variazioni del circolante. Il miglioramento può quindi riflettere tempi di incasso e sostegno istituzionale oltre all’offerta venduta. Il flusso operativo al netto degli investimenti monetari materiali e immateriali identificati è 188.087 euro. Il ponte ufficiale fra stock di liquidità e variazione dichiarata conserva un residuo di −2 euro, senza attribuirgli una causa o una materialità non determinate. Il patrimonio comprende immobili e conferimenti: non è interamente liquidità utilizzabile. [39]


Il caso è documentato fino al 2023; gli annuali 2024 e 2025 non sono nel corpus. Per un editore universitario, la verifica utile consiste nel rendere espliciti gli impegni di missione, il sostegno disponibile e il fabbisogno commerciale. Un contributo può finanziare una funzione che il mercato non remunera; un credito incassato può liberare risorse senza indicare nuova domanda. Gli effetti vanno letti separatamente, prima di destinare il saldo a nuove pubblicazioni.


Rendere accessibile il catalogo può favorire nuove vendite?

La scoperta di opere poco visibili può aiutare a recuperare il catalogo. Nagaraj e Reimers studiano la digitalizzazione di libri di pubblico dominio di Harvard attraverso Google Books: il manoscritto recuperato rileva più vendite fisiche e nuove edizioni, coerenti con una maggiore possibilità di trovare le opere. Cambiano però diritti, età dei testi e modalità d’uso rispetto alle novità italiane. È un meccanismo da provare su un catalogo concreto, misurando vendite incrementali e costo delle nuove edizioni; non è una percentuale di crescita da applicare al fatturato. I numeri adottati provengono dal manoscritto autore, la cui identità con la pubblicazione finale non è attestata. [43]


Anche la sostituzione delle vendite va verificata. Hardy, Krawczyk e Tyrowicz assegnano casualmente la protezione contro copie non autorizzate a 239 titoli polacchi: l’aumento medio di circa il 5% non è statisticamente significativo e il campione ha potenza limitata. Non si può trattare ogni copia non autorizzata come una vendita persa, né concludere che il danno sia assente. La scelta professionale riguarda il margine recuperato rispetto al costo della protezione, distinguendo formato, pubblico e disponibilità dell’offerta legale. [44]


5. Chi paga, chi legge e come si amplia l’accesso?

Acquisti e lettura richiedono osservazioni diverse

Un libraio vede un acquisto; una biblioteca vede anche prestiti e utilizzo; un editore può ricevere un ordine da un intermediario che serve lettori diversi. Questi passaggi non coincidono. Una famiglia può comprare per più persone, mentre un lettore può usare regali, prestiti o libri già posseduti. La spesa media mensile familiare per libri è 9,61 euro nel 2022 e 9,21 nel 2023, a prezzi correnti: il denominatore comprende tutte le famiglie residenti, anche quelle che non comprano. Non è la spesa media degli acquirenti e non ne permette il conteggio. [19]


Per capire la platea occorre scegliere il dato coerente con la domanda. Il rapporto ISTAT del luglio 2026 riunisce indagini diverse. Cittadini e tempo libero, riferita al 2024, rileva il 57,1% di lettori fra le persone di almeno sei anni includendo lavoro, studio e lettori “morbidi”; per il solo tempo libero la quota è 40,5%. L’indagine annuale Aspetti della vita quotidiana indicava il 40,1% nel 2023 per il tempo libero. Il passaggio da 40,1 a 57,1 non misura quindi una crescita equivalente dei lettori. Le categorie di lettura possono sovrapporsi e non vanno sommate. [45, 46, 19]


Il divario sociale suggerisce di distinguere accessibilità e interesse. La lettura complessiva è il 43,9% nel quinto di reddito familiare più povero e il 72,5% in quello più ricco. Fra i non lettori, l’8,3% indica il costo; noia, disinteresse e mancanza di tempo sono motivi più frequenti. Le risposte non stimano quanto la domanda cambi al variare del prezzo. Per una libreria o una direzione editoriale, prezzo, orientamento nell’offerta, mediazione e continuità della pratica rispondono a ostacoli diversi. Uno sconto può facilitare un acquisto senza creare interesse; il prestito può consentire la lettura senza generare una vendita individuale. [45]


Nel 2025 la lettura su carta riguarda il 36,9% della popolazione di almeno sei anni, e-book o libri online il 10,7%, audiolibri il 2,5%; i supporti si sovrappongono. Fra i lettori, il 71,5% usa soltanto carta. Le biblioteche sono frequentate fisicamente dal 15,1% delle persone di almeno tre anni, oppure dal 14,9% usando il denominatore di almeno sei anni; includendo l’accesso online si arriva al 17,7% di quest’ultimo gruppo. Sono misure utili per progettare cataloghi e licenze, ma non equivalgono a ordini d’acquisto. L’appendice B, sezione «Misure di accesso e calendario del Fondo editoria libraria», precisa i denominatori e i limiti delle serie di spesa, compresa la derivazione ISTAT esclusa per un’incoerenza fra formule e intestazioni. [45, 46, 47, 48]


Il formato favorisce la comprensione del lettore?

Per scolastica e università, la qualità dell’uso è una domanda distinta dal volume venduto. Clinton-Lisell e Litzinger riuniscono 56 studi su testi espositivi: il vantaggio della carta cambia con dispositivo e scorrimento; senza scorrimento le differenze non sono affidabili, e le comparazioni su telefoni e lettori elettronici sono poche. La ricerca riguarda comprensione, soprattutto in contesti educativi, e non misura acquisti o disponibilità a pagare. Suggerisce di provare impaginazione e navigazione sul pubblico pertinente, osservando apprendimento, acquisti e rinnovi separatamente. Non autorizza una penalità commerciale universale del digitale. [49]


Quando un fondo bibliotecario diventa ordine e incasso?

Il Fondo editoria libraria documenta un sostegno alla domanda istituzionale. Il decreto ministeriale 272 del 5 agosto 2025 disciplina inizialmente 30 milioni di euro, ripartiti fra 24,8 nel bilancio 2025 e 5,2 nel 2026. Il successivo decreto direttoriale 239 recepisce l’aumento legislativo di 30 milioni: il plafond arriva a 60 milioni e la prima tranche impegna 54,8 sul 2025. Le biblioteche ammesse sono 4.522, su 4.541 domande validamente acquisite. Le assegnazioni non attestano che l’intero importo sia già fatturato delle librerie. [50, 25]


Il calendario spiega perché risorse iscritte nel 2025 possano sostenere acquisti nel 2026: le FAQ consentono che questi si svolgano interamente nell’anno successivo. La rendicontazione usa fatture delle librerie, anziché valore degli ordini. La disciplina indirizza normalmente il 90% verso almeno tre punti vendita fisici del territorio e comprende una quota per l’editoria di prossimità, con eccezioni, e licenze di prestito digitale. Date e proroghe sono riportate nell’appendice B, nella tavola «Calendario del Fondo editoria libraria»; non costituiscono un calendario universale per iniziative future. [26, 51, 52]


Per editore e libraio, il percorso da seguire è stanziamento, assegnazione, ordine, consegna, fattura e incasso. Per il lettore, il passaggio successivo riguarda disponibilità e utilizzo. Nei documenti acquisiti manca un consuntivo nazionale delle fatture effettivamente rendicontate: il plafond non lo sostituisce. Il recupero delle vendite resta compatibile anche con novità, promozioni e domanda privata. Distinguere pagatore e mese della transazione aiuta a capire quale impulso si sta osservando; misurare il ritorno degli utenti aiuta a verificarne la durata. Il modello del capitolo 7 considera un ordine aggiuntivo locale e condizionale, senza stimare sostituzione degli acquisti ordinari o nuovi lettori.


6. Per quali funzioni si paga un editore?

Quando il contenuto diventa una relazione continuativa

Un professionista può comprare un libro per approfondire un tema, oppure pagare un servizio che aggiorna le regole, organizza informazioni e aiuta a svolgere un’attività. Questa distinzione rende leggibile il caso del Sole 24 ORE. Nel 2025 Servizi Professionali e Formazione presenta ricavi totali di 56,826 milioni di euro, ricavi esterni di 56,583 ed EBITDA riportato di 16,085. Banche dati, software, formazione, informazione e networking concorrono all’offerta; libri, periodici e prodotti distribuiti in edicola valgono 1,8 milioni, contro 2,5 nel 2024. La crescita del segmento non equivale quindi a crescita delle vendite del libro professionale. [27]


La società descrive l’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale, ma i dati adottati non isolano quanto ricavo o risparmio sia già causato da questi strumenti. Prezzi, rinnovi, mix e nuovi clienti restano spiegazioni possibili. Anche il perimetro storico cambia: Radiocor, incluso nella descrizione dell’area professionale nel 2022, passa a Publishing & Digital nel 2023. Per confrontare gli anni si usano i comparativi riclassificati, tenendo distinti i valori originali nell’appendice B, sezione «Sole Professional: riclassificazione e dettaglio dei servizi». Nel primo semestre 2026 il segmento presenta ricavi di 30,127 milioni ed EBITDA di 8,449; il consolidato comprende attività ulteriori e movimenti finanziari distinti. Il semestre non va raddoppiato per stimare l’anno. [27, 31, 33, 24]


Guide, piattaforme e nuovi formati: cosa sostiene il valore?

Gambero Rosso combina contenuti e valutazioni, promozione ed eventi internazionali, televisione e digitale, formazione e partnership. Guide e libri possono alimentare una reputazione utilizzata in altre attività. Nel 2025 il consolidato registra 14,919 milioni di ricavi e una perdita di 2,024; la cassa operativa di 3,113 beneficia anche delle variazioni del circolante. Nel semestre 2026 i ricavi sono 7,143 milioni e l’utile 17 mila euro. Database e licenze digitali sono opzioni di sviluppo descritte nelle note, la cui presenza non prova il successo dei singoli progetti. [40, 53]


Class include già Gambero e altre attività finanziarie, televisive e pubblicitarie. Il consolidato 2024 presenta 86,571 milioni di ricavi totali, perdita di 3,715 e flusso dell’attività di esercizio negativo per 3,558. Un contratto televisivo che termina o un evento internazionale possono cambiare questi risultati senza misurare il rendimento dei libri. Sommare Class e Gambero significherebbe contare due volte attività sovrapposte. Per chi diversifica, il controllo riguarda la dipendenza da licenze, contratti ed eventi insieme a quella dai titoli di successo. [54]


Sanoma distingue inoltre geografia e piattaforma educativa. Learning Italia genera 101,4 milioni di ricavi nel 2025, contro 105,5 nel 2024; il flusso operativo di 198,8 milioni appartiene invece al gruppo globale e non si attribuisce all’Italia. Nel primo semestre 2026 i ricavi italiani sono 34,7 milioni, contro 40,3; la relazione richiama spostamenti delle vendite fra trimestri. Il gruppo registra cassa operativa negativa di 37,8 milioni nel semestre e modifica la definizione di free cash flow includendo i leasing. Periodi e definizioni diversi spiegano perché il caso non sia un modello finanziario immediatamente trasferibile a un piccolo editore. [22, 55]


SEIF affianca quotidiano, libri PaperFirst e produzione audiovisiva Loft. Nel 2025 il consolidato presenta 30,752 milioni di ricavi di vendita e prestazioni, perdita di 2,586 e patrimonio netto negativo di 6,401. La capitalizzazione di contenuti televisivi e innovazione tecnologica e digitale non è una vendita già incassata. Il flusso operativo positivo convive con investimenti superiori e sostegno finanziario; l’aumento dei debiti verso fornitori contribuisce alle risorse disponibili. Il piano prospetta anche l’AI senza isolarne risultati già ottenuti. Per il professionista, la domanda diventa: quali progetti genereranno incassi, e quando scadono gli esborsi che li finanziano? Il consolidato non permette di attribuire una redditività a PaperFirst. [35]


AI: quale lavoro migliora e quale costo rimane?

Gli studi sull’AI separano produzione, scoperta e domanda di risposte. Doshi e Hauser, in racconti di otto frasi scritti da 293 partecipanti britannici non professionisti, rilevano migliori valutazioni di novità e utilità con idee generate da GPT-4, ma testi più simili fra loro. Il compito controllato non misura vendite di libri. L’analisi si basa sul preprint arXiv v3, distinto dall’articolo finale pubblicato. Il testo principale è leggibile; 22 pagine dell’appendice non sono utilizzabili per l’analisi a causa di perdite di estrazione. [56]


L’omogeneizzazione non è un esito universale di ogni collaborazione. Wan e Kalman provano input da personaggi artificiali differenziati: nelle 97 storie analizzate non emerge l’effetto atteso, ma il vantaggio di diversità dipende dal metodo statistico e alcune verifiche di robustezza non sono significative. La cronologia della possibile pubblicazione finale non è riconciliata: si conserva la qualifica della versione recuperata. Dong e Yakura trovano che rivedere idee umane preserva meglio la diversità delle idee rispetto a generarle con AI, mentre lo stile può convergere. Jo e Raghavan mostrano che un obiettivo annunciato di originalità attenua la convergenza, senza eliminarla; i bonus effettivi sono uniformi. Input differenziati, autonomia autoriale, feedback della revisione e incentivi riguardano passaggi diversi. Le evidenze sui singoli interventi non garantiscono il risultato di una loro combinazione: occorre confrontarli in condizioni definite. [57, 58, 59]


Per una direzione editoriale, il costo della prima bozza è una parte del costo completo. Selezione, editing, verifica, diritti, manutenzione e promozione possono assorbire il risparmio iniziale. Una prova interna dovrebbe conservare gli originali umani, confrontare lavorazioni comparabili e osservare tempo risparmiato, tempo di revisione, qualità e differenziazione. Vendite, rese e margine per titolo restano controlli distinti: una buona valutazione linguistica non garantisce domanda. Le schede scientifiche in appendice conservano metodi, risultati e limiti, evitando di trasformare questi esperimenti in coefficienti di ricavo italiano.


Risposte affidabili e visibilità: come arrivano al cliente?

Liu, Zhang e Liang esaminano quattro motori di ricerca generativa nel 2023: il 51,5% delle frasi è interamente sostenuto dalle citazioni e il 74,5% delle citazioni sostiene la frase associata. Sono misure storiche di supporto documentale, distinte dalla verità della fonte e dalla qualità degli strumenti del 2026. Per un servizio professionale, la proposta di valore può riguardare aggiornamento, verificabilità e uso nel lavoro. Va però osservata attraverso accuratezza, tempo di controllo, errori, costo della responsabilità editoriale e rinnovi effettivamente pagati. [60]


Aggarwal e coautori mostrano che alcune modifiche dei contenuti migliorano la loro visibilità nelle risposte generate del benchmark GEO. La misura riguarda parole attribuite e posizione, senza misurare accessi o ordini; la versione arXiv v3 utilizzata non ha un’identità verificata con la pubblicazione finale. La sequenza da seguire è presenza della fonte, visita attribuibile, conversione e margine. Una risposta soddisfacente può citare l’editore e ridurre il bisogno di aprirne il sito. [61]


Questa sostituzione è compatibile con due evidenze diverse. Del Rio-Chanona e coautori osservano meno attività su Stack Overflow dopo ChatGPT rispetto a piattaforme di confronto; il risultato dipende dalle ipotesi del disegno e non misura acquisti di manuali. Wang e coautori, in un esperimento di sette giorni con 1.100 utenti statunitensi, rilevano meno clic esterni assegnando AI Mode; il preprint conserva limiti di adesione e di interfaccia. Nessuna delle due ricerche quantifica perdite di ricavo degli editori librari italiani. Il catalogo va quindi distinto per funzione: risposta puntuale, formazione strutturata, autorevolezza, certificazione e piacere della lettura possono avere esposizioni differenti. [62, 63]


Una decisione sul servizio o sull’AI è utile quando collega una funzione richiesta dal cliente a costo completo e ricavo incassabile. Più titoli, più citazioni o meno tempo di prima stesura sono passaggi intermedi. Gli scenari possono esplorare anche ricavi stabili con margini peggiori, oppure meno traffico con maggiore valore dei servizi diretti. L’intensità di questi effetti rimane un’ipotesi esplicita finché mancano dati comparabili su copie, prezzo netto, rinnovi, conversioni e costi. Questa distinzione prepara la lettura delle traiettorie condizionate del capitolo successivo.


7. Esperimenti al 2030: leggere le risorse insieme alle scelte

Un saldo finale più alto può accompagnare un investimento mancato. È il risultato più utile degli esperimenti presentati qui: permette di vedere un vincolo che una graduatoria dei saldi nasconderebbe. Le simulazioni confrontano due casi documentati e regole assegnate per il 2027–2030. Non descrivono il futuro atteso dell’editoria italiana. Servono a chiedere che cosa accadrebbe alle risorse disponibili per un investimento se cambiassero domanda, tempi d’incasso o costo di un servizio. [5]


Il conto del modello: da dove arrivano le risorse

Immaginiamo un conto che all’inizio del 2027 sia vuoto. Ogni anno vi entra il flusso operativo del gruppo, modificato dall’effetto assegnato al segmento studiato; ne escono l’investimento minimo del modello e le altre spese previste nello scenario. Il saldo accumulato può concorrere all’investimento successivo. L’apertura a zero è una convenzione dell’esperimento: non significa che Mondadori o il Sole 24 Ore abbiano una cassa iniziale nulla. [5]


Per Mondadori lo shock riguarda il Trade, che comprende anche distribuzione e attività museali. Per il Sole riguarda i Servizi Professionali e Formazione, comprendenti banche dati, software e formazione. La risorsa di partenza, invece, è il flusso operativo del rispettivo consolidato. Le altre attività rimangono ferme per ipotesi. Questo passaggio da segmento a gruppo consente il confronto sperimentale, ma non dimostra che tutta la risorsa del gruppo sia destinabile a quei segmenti. [3, 27]


La base ripete il 2025; non prolunga automaticamente i risultati del semestre 2026. Una variazione del margine operativo modifica il flusso operativo nella stessa misura, secondo un rapporto assegnato di uno a uno. L’EBITDA non viene aggiunto una seconda volta al flusso. Restano fermi il raccordo storico e gli effetti non modellati di imposte, interessi e conversione in cassa. Per il Trade il punto di partenza è l’EBITDA riportato di 57,4 milioni, distinto dall’indicatore adjusted. [5]


La regola discrezionale propone ogni anno un investimento pari al 2% dei ricavi segmentali di base e protegge una riserva pari al 10% del flusso operativo di base. L’investimento usa soltanto le risorse dell’anno precedente sopra quella riserva. Nel 2027 non esistono risorse pregresse nel conto; dal 2028 può essere finanziato il target. Sono quote illustrative, non intenzioni delle imprese o soglie ottimali. Una spesa non finanziata non diventa un arretrato da recuperare automaticamente. [5]


Il conto esclude finanziamenti, dividendi, acquisizioni e altri impegni aziendali; i saldi annuali non mostrano i fabbisogni all’interno dell’anno. Anche l’investimento minimo richiede una distinzione: per Mondadori ripete flussi netti di acquisto e disinvestimento, una proxy che non identifica il capex lordo pagato; per il Sole usa investimenti pagati. Prima di utilizzare questi esperimenti in un’impresa occorrerebbe sostituire tali convenzioni con risorse, scadenze e obblighi effettivi. [5]


Una base e quattro modi di mettere alla prova il percorso

La base mantiene domanda e struttura del 2025. Le quattro varianti cambiano separatamente alcuni passaggi della catena economica. Il confronto non assegna probabilità agli scenari: rende leggibili conseguenze delle ipotesi. Anche quando il nome richiama un fenomeno reale, l’intensità adottata è un parametro dell’esperimento, non una stima ricavata dal mercato o dai paper. [5]


Variante

Che cosa cambia

Domanda professionale

Domanda e mix

Volumi, prezzi netti e costo del mix; volumi al 95%, 93%, 94%, 96% e prezzi al 101%, 102%, 103%, 104% della base.

Il valore venduto sostiene il margine dopo costi e composizione delle vendite?

Ritardi e scorte

Crediti aggiuntivi per 45, 45, 22,5 e zero giorni; scorte per 30, 30, 15 e zero giorni.

Le risorse arrivano prima della scadenza dell’investimento?

Ordine istituzionale

Un ordine netto locale di un milione di euro nel solo 2027, con costi e regolamento assegnati.

Quando si incassa l’impulso e che cosa resta dopo la sua fine?

Servizi e AI

Ricavi di servizio dall’1% al 4% della base segmentale, costi, investimento iniziale e lavoro di verifica.

Il costo completo conserva il vantaggio della prima lavorazione?

Ipotesi assegnate per il 2027–2030, in ordine cronologico. L’ordine locale non deriva da quote di fondi pubblici nazionali; il servizio non incorpora un coefficiente causale dell’AI. [5]

 

Nella variante dei ritardi, il conto assorbe la variazione del capitale aggiuntivo legato a crediti e scorte. Quando i tempi si riducono, una parte di quelle risorse viene liberata. Lo stesso capitale non viene sottratto ogni anno come se fosse un nuovo costo. La distinzione spiega perché il percorso degli incassi possa modificare una scelta intermedia senza produrre una differenza permanente nel saldo finale. [5]


Il caso guidato: nel 2028 la spesa cambia, nel 2030 il saldo inganna

Nel caso Mondadori la base finanzia nel 2028 l’intero target discrezionale di 7.866.000 euro. Nello stress di incassi e scorte l’investimento finanziato è zero: il capitale impegnato in precedenza lascia risorse insufficienti rispetto alla regola adottata. È una scelta impedita dal calendario del modello. Il target mancato non viene automaticamente effettuato nel 2029 o nel 2030, e il suo rendimento non viene stimato. [5]


Alla fine del 2030 il conto termina a 262.078.000 euro nella base e a 269.944.000 nello stress. Il secondo saldo conserva anche la spesa non effettuata. Sarebbe quindi fuorviante scegliere lo stress perché presenta più risorse finali: il confronto riguarda un percorso nel quale un investimento è mancato. Senza una misura del rendimento di quel progetto, il saldo non permette di stabilire quale scelta avrebbe creato più valore. [5]

Caso e percorso

Investimento finanziato nel 2028, euro

Target non finanziato nel 2028, euro

Conto convenzionale nel 2030, euro

Mondadori, base

7.866.000

0

262.078.000

Mondadori, ritardi e scorte

0

7.866.000

269.944.000

Il Sole 24 Ore, base

1.131.660

0

62.757.020

Il Sole 24 Ore, ritardi e scorte

1.131.660

0

62.757.020

Risultati condizionati del modello; conto aperto a zero, distinto dalla liquidità bancaria. Target e riserva sono assegnati. [5]

 

Il Sole offre il controcaso. Il target 2028 di 1.131.660 euro rimane finanziato sia nella base sia nello stress, e i due percorsi terminano a 62.757.020 euro. L’uguaglianza finale non cancella il capitale temporaneamente assorbito: indica che, nelle regole e nei saldi annuali considerati, il ritardo non impedisce quel target e le risorse aggiuntive vengono poi liberate. Non descrive i picchi di tesoreria tra un saldo annuale e l’altro. [5]

Figura 4. Percorsi del conto convenzionale 2027–2030 nei due casi: base e quattro varianti. Valori esposti in milioni di euro per la lettura. Apertura a zero; flusso operativo di gruppo con shock segmentale; finanziamenti e distribuzioni esclusi. Il conto non è cassa aziendale. [5]
Figura 4. Percorsi del conto convenzionale 2027–2030 nei due casi: base e quattro varianti. Valori esposti in milioni di euro per la lettura. Apertura a zero; flusso operativo di gruppo con shock segmentale; finanziamenti e distribuzioni esclusi. Il conto non è cassa aziendale. [5]

Figura 5. Investimenti discrezionali finanziati nel modello nel 2027–2030: base, ritardi e scorte e sensibilità del credito a 90 giorni. Milioni di euro; target e riserva illustrativi. La spesa usa risorse pregresse: il target mancato non è recuperato automaticamente. Non è un piano di tesoreria. [5]
Figura 5. Investimenti discrezionali finanziati nel modello nel 2027–2030: base, ritardi e scorte e sensibilità del credito a 90 giorni. Milioni di euro; target e riserva illustrativi. La spesa usa risorse pregresse: il target mancato non è recuperato automaticamente. Non è un piano di tesoreria. [5]

Figura 5. Investimenti discrezionali finanziati nel modello nel 2027–2030: base, ritardi e scorte e sensibilità del credito a 90 giorni. Milioni di euro; target e riserva illustrativi. La spesa usa risorse pregresse: il target mancato non è recuperato automaticamente. Non è un piano di tesoreria. [5]


Il costo completo e i risultati che restano sospesi

La variante Servizi e AI porta il conto 2030 a 266.404.300 euro per Mondadori e 63.379.433 per il Sole. Togliendo il risparmio di produttività, i saldi diventano 263.257.900 e 62.926.769; aumentando la correzione e la verifica, scendono a 260.111.500 e 62.474.105. Il vantaggio dipende dunque dalle ipotesi di costo completo. Sono risultati assegnati al modello: i paper non misurano questi risparmi, i diritti restano da verificare e un saldo favorevole non prova un servizio riuscito. [5]


Quattro casi del Sole restano sospesi: la sensibilità con costo variabile all’80% produce una proxy di costo fisso negativa per 4.768.400 euro, incompatibile con il profilo. Nei quattro anni 2027–2030 il conto cumulativo manca; non viene sostituito con zero o con un risultato favorevole. La variante che azzera il ricavo segmentale restituisce invece fabbisogni negativi del modello. Non costituisce una diagnosi di insolvenza delle imprese. [5]


La decisione che questi esperimenti aiutano a preparare è concreta: affiancare al saldo il calendario delle risorse, la spesa eseguita e quella rimasta scoperta. Per trasformare il ragionamento in un piano servono margini e circolante del segmento, rese, termini contrattuali, rendimenti del catalogo e impegni aziendali. Il modello rende leggibile la dipendenza fra anni; non sostituisce quelle informazioni.


8. Dall’analisi al lavoro: sei schede per decidere che cosa verificare

Il report offre una lettura dei meccanismi; il lavoro professionale deve confrontarla con la propria organizzazione. Le schede seguenti indicano una domanda, una prova documentata, le informazioni ancora necessarie e un segnale che inviterebbe a riesaminare la scelta. Sono utilizzabili da ruoli diversi e non fissano soglie universali. Dove un dato manca, il primo risultato utile è riconoscere quale passaggio non può ancora essere valutato.


8.1. Catalogo, autori e agenti: il costo del titolo torna disponibile?

La domanda riguarda nuove uscite, ristampe e continuità del rapporto editoriale. BUP registra nel 2025 una svalutazione delle scorte di 150.917 euro: una parte del costo anticipato perde recuperabilità contabile. Il dato rende visibile il rischio, ma non determina la tiratura di un nuovo titolo o il compenso di un autore. [4]


Editore, autore e agente possono chiedere, nei rispettivi diritti informativi, come si collegano costi, anticipi, venduto netto, rese e scorte. Per valutare il recupero del capitale occorrono anche incassi e anzianità del catalogo per titolo o coorte; il bilancio aggregato non li fornisce. Se l’offerta aumenta mentre si accumulano scorte anziane o il recupero delle risorse si allunga, la scelta da riesaminare riguarda il calendario delle uscite e gli impegni contrattuali, senza dedurre una soluzione unica dal caso BUP.


8.2. Commerciale e librerie: chi sostiene il recupero delle vendite?

Nei nove mesi 2026 le copie crescono del 2,6% e la spesa del 3,2%, con differenze tra generi e canali. AIE collega il recupero anche al sostegno pubblico. L’aggregato non distingue però quanto derivi dai clienti privati e quanto dagli ordini istituzionali; il miglioramento osservato non basta a stabilirne la durata. [2]


La verifica utile separa ordini e venduto per periodo, categoria, canale e pagatore, seguendo poi consegna, fattura e incasso. Se la crescita si concentra nelle finestre istituzionali e si esaurisce con esse, va riesaminato il riassortimento fondato su una domanda continuativa. Un recupero anche fra clienti privati darebbe invece ulteriore sostegno a quella lettura. Nessuno dei due segnali, da solo, misura nuovi lettori o indica un prezzo ottimale.


8.3. Distribuzione: dove si ferma il passaggio dall’ordine al regolamento?

Le consegne alla distribuzione, il venduto al cliente e il ricavo netto dell’editore sono passaggi distinti. I rendiconti mostrano anche che scorte, crediti e debiti cambiano l’assorbimento di risorse. Lo stress del capitolo precedente rende visibile una conseguenza possibile: un ritardo può lasciare scoperto un investimento che la base finanzia. [3, 5]


Per localizzare il problema servono consegne, sell-out, rese, condizioni commerciali e scadenze effettive, con crediti distinti per anzianità. Se aumentano gli ordini ma si allunga il regolamento o cresce il capitale impegnato, la scelta da riesaminare riguarda esposizione, calendario e continuità delle forniture. I totali del consolidato non permettono di imputare quel rischio a un distributore o a un piccolo editore specifico.


8.4. Controllo gestione e investitori: quale risorsa sostiene il progetto successivo?

Il rendiconto Mondadori 2025 pubblica un flusso operativo positivo mentre la liquidità finale diminuisce: attività e impiego finanziario delle risorse seguono passaggi diversi. Nel modello, inoltre, il saldo maggiore dello stress convive con un investimento mancato. Il confronto invita a leggere l’origine delle risorse e il loro uso prima di giudicare il solo totale. [3, 5]


Per un investimento reale occorrono scadenze, finanziamenti, vincoli contrattuali, pagamenti e rendimento atteso del progetto, oltre a margini e circolante coerenti con il segmento. Se il finanziamento del progetto dipende da entrate ancora da incassare, va riesaminata la compatibilità del calendario. Le quote del 2% e del 10% non sono benchmark per l’impresa; il conto sperimentale non è una valutazione aziendale o una prova di solvibilità.


8.5. Biblioteche, istituzioni e associazioni: che cosa produce l’acquisto finanziato?

Il Fondo editoria libraria documenta risorse assegnate e regole di acquisto. Il corpus non offre un consuntivo nazionale completo delle fatture rendicontate. Per il libro letto si aggiunge un altro passaggio: la disponibilità nel catalogo e il suo utilizzo. Assegnazione, fatturato e accesso non sono lo stesso risultato. [25, 51, 45]


La verifica segue stanziamento, assegnazione, ordine, consegna, fattura e incasso; per l’istituzione prosegue con catalogazione e uso. Le associazioni possono confrontare questi passaggi soltanto con definizioni e periodi coerenti. Se aumenta l’acquisto senza una misura dell’accesso o della continuità, va riesaminata l’interpretazione del beneficio dichiarato. Una copia acquisita non viene automaticamente contata come un nuovo lettore, e il plafond non sostituisce la spesa eseguita.


8.6. Servizi e AI: il vantaggio rimane dopo verifica, diritti e manutenzione?

Gli studi distinguono qualità della prima produzione, differenziazione dei contenuti, visibilità e visite; nessuna di queste misure coincide con il ricavo italiano. La sensibilità del modello mostra inoltre che un costo maggiore di correzione può cancellare il vantaggio condizionato. La domanda pratica riguarda quindi il servizio completo, non il solo tempo necessario a ottenere una bozza. [56, 61, 63, 5]


Per confrontare lavorazioni simili occorrono tempo risparmiato e aggiunto, errori, costo di verifica, diritti, integrazione e manutenzione; per l’offerta commerciale anche uso e rinnovi pagati. Se diminuisce il tempo della bozza ma cresce il costo complessivo o si indebolisce la qualità controllata, va riesaminato il processo. Una citazione o una visita può essere un segnale intermedio, senza dimostrare che il servizio si ripaghi.


La scelta comune: capire quale passaggio sostiene la nuova offerta

La crescita commerciale conta, ma non dice da sola chi possa finanziare il prossimo titolo, la prossima ristampa o un nuovo servizio. Quel finanziamento dipende dal costo anticipato, dal margine e dal tempo che separa l’ordine dall’incasso; può richiedere sostegno istituzionale o risorse di altre attività. I casi documentati mostrano più meccanismi, senza attribuire la loro distribuzione all’intero settore italiano.


La conseguenza operativa è chiedere a ogni progetto quale bisogno serve, chi paga, quando si recupera il capitale e quale prova farebbe rivedere la scelta. Il report permette di formulare queste domande con maggiore precisione. La risposta aziendale richiede i dati che un’indagine pubblica non può osservare: conservarne l’assenza è parte del lavoro, insieme al riconoscimento dei segnali già disponibili.



Bibliografia e materiali documentali

I riferimenti numerati identificano le fonti utilizzate e le relative versioni. Quando il titolo formale non è verificato, la voce è indicata come descrizione documentale. Le pagine del PDF sono numerate fisicamente da 1; tavole, fogli e celle indicano i passaggi su cui si basa l’analisi. L’inclusione di una fonte non implica la lettura integrale di ogni sua pagina: le schede e le note specificano accesso, contenuti utilizzabili e limiti. La disponibilità attuale dei collegamenti online non è verificata. Dove la pubblicazione finale differisce dalla copia utilizzata, la distinzione è esplicita nella voce.


[1] Associazione Italiana Editori (AIE). Il mercato del libro in Italia nel 2025. Locatori: pp. PDF 2, 4–5; pp. PDF 9–11; p. PDF 21; pp. PDF 4–5; p. PDF 10.

[2] Associazione Italiana Editori (AIE), Ufficio studi. Mercato trade nei primi nove mesi del 2026 — presentazione AIE del 7 ottobre 2026. 07-10-2026. Locatori: pp. PDF 2–7; pp. PDF 2–3; pp. PDF 2–6; pp. PDF 2, 7.

[3] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2025 (descrizione documentale). 2026-03-30. Locatori: p. PDF 273; pp. PDF 35–39, 74–76; pp. PDF 54–57, 74–76, 267–273; pp. PDF 35–39, 54–57, 279–280; pp. PDF 269, 273; pp. PDF 35–39, 54–57, 75; pp. PDF 74–76, 273; pp. PDF 75–76, 267–268, 273; pp. PDF 76, 268, 273; pp. PDF 35–39, 74–76, 267–273; pp. PDF 36–38, 76, 267–273; pp. PDF 267–273; pp. PDF 74–76; pp. PDF 76, 267–273; pp. PDF 35–39, 54–57, 74–76, 273, 279–280.

[4] Fondazione Bologna University Press (BUP; già Bologna University Press s.r.l.). Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025 e relazione del sindaco. Locatori: pp. PDF 2–5, 20, 24–25; pp. PDF 2–4; pp. PDF 2–5, 18–25; pp. PDF 4–5, 20, 24–25; pp. PDF 2–4, 18; pp. PDF 20, 24–25; pp. PDF 4, 20; pp. PDF 4–5, 20.

[5] Andrea Viliotti. Elaborazioni analitiche per il report: bilanci, raccordi finanziari e scenari 2027–2030. Informazioni economiche all’8 ottobre 2026. Risultati, convenzioni e limiti sono esposti nelle appendici B, D ed E. Base analitica non pubblicata.

[6] Associazione Italiana Editori (AIE). Mercato del libro nel 2019 — comunicato AIE del 30 gennaio 2020. 30-01-2020 comunicato. Locatori: comunicato del 30 gennaio 2020; comunicato 30 gennaio 2020.

[7] Associazione Italiana Editori (AIE). Il mercato del libro nel 2020 – Scuola Mauri. Locatori: pp. PDF 9–12; pp. PDF 10–11.

[8] Associazione Italiana Editori (AIE). Mercato del libro 2021 — presentazione AIE del 28 gennaio 2022. 28-01-2022. Locatori: pp. PDF 7–13.

[9] Associazione Italiana Editori (AIE). Il mercato del libro italiano ed europeo nel 2022. Locatori: pp. PDF 8–13.

[10] Associazione Italiana Editori (AIE). Il mercato del libro di varia in Italia nel 2023. Locatori: pp. PDF 2–4.

[11] Associazione Italiana Editori (AIE). Mercato del libro in Italia, dati 2024 — versione originale (descrizione documentale). Rilevazione 2024, edizione originale riferita al 31 gennaio 2025. Versione originale, distinta dalla revisione. Locatori: pubblicazione del 31 gennaio 2025; pp. PDF 3–4.

[12] Associazione Italiana Editori (AIE). Mercato del libro in Italia, dati 2024 — versione riveduta (descrizione documentale). Rilevazione 2024, edizione riveduta; data di pubblicazione non identificata nella documentazione disponibile. Versione riveduta, conservata separatamente dall’originale. Locatori: pp. PDF 3–4.

[13] Rhys J. Williams. Empirical Effects of Resale Price Maintenance: Evidence from Fixed Book Price Policies in Europe. 2024; DOI 10.1093/joclec/nhae004. Articolo pubblicato; contributo adottato dall’abstract dell’autore, testo integrale non disponibile per l’analisi. Locatori: abstract dell’autore; testo integrale non accessibile; abstract della pagina dell’autore.

[14] Christos Genakos; Mario Pagliero; Lorien Sabatino; Tommaso Valletti. Cultural exception? The impact of price regulation on prices and variety in the market for books. Marzo 2025; CEP Discussion Paper 2085. Working paper; peer review della versione recuperata non attestata. Locatori: CEP Discussion Paper 2085, marzo 2025, abstract e risultati; p. PDF 1–5, 11–13, 30.

[15] Associazione Italiana Editori (AIE). Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026 – presentazione dati 2025. Locatori: pp. PDF 2, 4, 6–9; pp. PDF 8–9; p. PDF 16.

[16] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2019 (descrizione documentale). Locatori: pp. PDF 164, 168; p. PDF 168; pp. PDF 60, 168.

[17] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2020 (descrizione documentale). Locatori: pp. PDF 178, 182; p. PDF 182.

[18] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2021 (descrizione documentale). Locatori: pp. PDF 190, 194; p. PDF 194.

[19] ISTAT. Cultura 2023: tavole di editoria e lettura (descrizione documentale). Locatori: tav. 3.9, celle C12–N12, D20, G20, H20; tavv. 3.7–3.11 e riquadri di note; tav. 3.7, cella M9; tav. 3.8, cella M8; tav. 3.10, celle C8, H8, C14 e note; tavv. 3.7, 3.10; tav. 3.10 e note; tav. 3.11, celle C17, D17, A21; tav. 3.15, celle S52, W52; tav. 3.7–3.11, riquadri di note.

Qualifica: Gli anni delle singole tavole differiscono dall’anno nel titolo del volume; universi e denominatori sono distinti.

[20] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2022 (descrizione documentale). Locatori: pp. PDF 206, 210; p. PDF 210.

[21] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2024 (descrizione documentale). 2025-03-25. Locatori: pp. PDF 36–37; pp. PDF 321, 325; p. PDF 325; rendiconto 2024.

[22] Sanoma Corporation. Annual Report 2025. 2026-03-31. Locatori: prospetti economici e perimetro consolidato 2025; pp. PDF 24–27, 141–144; pp. PDF 141–144.

[23] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria semestrale, H1 2026 (descrizione documentale). 2026-09-14. Locatori: relazione finanziaria semestrale 2026; pp. PDF 17–22; pp. PDF 59, 79; pp. PDF 17–22, 59, 79.

[24] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria semestrale, H1 2026 (descrizione documentale). 2026-08-03. Locatori: relazione finanziaria semestrale 2026; pp. PDF 11, 24, 42, 76, 100–101; pp. PDF 11, 24, 42; pp. PDF 76, 100–101; pp. PDF 42, 76, 100–101.

[25] Ministero della cultura, Direzione generale Biblioteche e istituti culturali. Decreto direttoriale n. 239 del 13 novembre 2025 — approvazione beneficiari. 2025-11-13. Locatori: decreto del 13 novembre 2025; pp. PDF 2–3.

[26] Ministero della cultura, Direzione generale Biblioteche e istituti culturali. Fondo editoria libraria 2025–2026 — comunicato di rendicontazione. 2025-12-10. Locatori: avviso del 10 dicembre 2025; pp. PDF 1–5; p. PDF 1, punto 1; p. PDF 3, punto 5; p. PDF 3, punto 5; p. PDF 4, punto 6.

[27] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2025 (descrizione documentale). Locatori: pp. PDF 43, 86–90; pp. PDF 20, 28–31, 93; pp. PDF 20, 43, 90; p. PDF 90; pp. PDF 86–90; pp. PDF 86–87, 90; pp. PDF 20, 28–31, 86–93; pp. PDF 20, 28–31; pp. PDF 30–31; pp. PDF 20, 28, 86–90; pp. PDF 28–31.

[28] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2019 (descrizione documentale). Locatori: p. PDF 13; p. PDF 152.

[29] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2020 (descrizione documentale). Locatori: p. PDF 13; p. PDF 159.

[30] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2021 (descrizione documentale). 2022-04-05. Locatori: pp. PDF 14, 164; p. PDF 164.

[31] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2022 (descrizione documentale). 2023-04-06. Locatori: p. PDF 12; p. PDF 168; p. PDF 29.

[32] Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2023 (descrizione documentale). Locatori: pp. PDF 220, 224; p. PDF 224.

[33] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2023 (descrizione documentale). 2024-04-08. Locatori: p. PDF 13; p. PDF 94; pp. PDF 47, 94; pp. PDF 24, 29.

[34] Il Sole 24 ORE S.p.A. Relazione finanziaria annuale, 2024 (descrizione documentale). Locatori: p. PDF 12; p. PDF 196; p. PDF 28.

[35] Società Editoriale Il Fatto S.p.A. (SEIF). Bilancio consolidato, esercizio 2025 (descrizione documentale). 2026-04-30. Locatori: pp. PDF 4–8, 15–20, 50; pp. PDF 4–8, 15–20; pp. PDF 15–20; pp. PDF 19–20, 50.

[36] Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. / Gruppo Treccani. Treccani Istituto – Bilancio consolidato e civilistico 31.12.2023 (ripubblicazione ufficiale IPZS). Locatori: pp. PDF 8–10, 51–54.

[37] Cairo Communication S.p.A. Relazione Finanziaria Annuale al 31 12 25. 2026-05-08. Locatori: pp. PDF 19–25, 31–32, 167–172.

[38] RCS MediaGroup S.p.A. Relazione finanziaria annuale al 31 dicembre 2024. 2025-04-17. Locatori: pp. PDF 137–140.

[39] Formazione Avanzata, Ricerca, Editoria – FARE s.r.l. (Forum Editrice Universitaria Udinese). FARE s.r.l. – Bilancio al 31 dicembre 2023. Locatori: pp. PDF 2–5, 15; pp. PDF 1–6; pp. PDF 2–5; pp. PDF 2–4; p. PDF 5.

[40] Gambero Rosso S.p.A. Bilancio consolidato al 31 dicembre 2025 e Organo di controllo. Locatori: pp. PDF 4–8, 11, 15–20; pp. PDF 15–20.

[41] Fondazione Bologna University Press (BUP; già Bologna University Press s.r.l.). Bilancio 2024 e relazione del sindaco unico. Locatori: p. PDF 3.

[42] Fondazione Bologna University Press (BUP; già Bologna University Press s.r.l.). Bilancio 2021. Locatori: pp. PDF 3–4.

[43] Abhishek Nagaraj; Imke Reimers. Digitization and the Market for Physical Works: Evidence from the Google Books Project. Manoscritto dell’autore utilizzato; pubblicazione associata AEJ Economic Policy 2023, DOI 10.1257/pol.20210702; corrispondenza integrale con la versione finale non accertata. Locatori: pp. PDF 1–5, 11–12, 14–15, 22–23; p. PDF 1–5, 11–12, 14–15, 22–23 del manoscritto.

[44] Wojciech Hardy; Michał Krawczyk; Joanna Tyrowicz. Internet “piracy” and book sales: a field experiment. 2024; DOI 10.1007/s40881-024-00171-9. Articolo pubblicato il 6 giugno 2024. Locatori: pp. PDF 3–5, 7–10; p. PDF 3–5, 7–10.

[45] ISTAT. Libri e biblioteche: abitudini lettura e frequentazione 2024–25. Locatori: pp. PDF 2–3, 11–14; pp. PDF 2, 7; pp. PDF 6, 9–10; pp. PDF 9–10.

[46] ISTAT. Tavole su lettura, prelettura e biblioteche, anni 2024–2025 (descrizione documentale). Locatori: tav. 1; tav. 17, 29, 30.

[47] ISTAT. Spese per consumi delle famiglie — Anno 2022. Locatori: pp. PDF 1, 13.

[48] ISTAT. Cultura 2023: tavole di cultura, economia e benessere (descrizione documentale). Locatori: tav. 6.14–6.15 e note; tavole della spesa e relative note; tav. 6.14–6.15, H26/K26 e H5/H26; riquadri di note delle tavole 6.14–6.15.

Qualifica: La derivazione della tavola 6.15 intitolata “Libri” è esclusa per il rinvio a “Servizi culturali”; le altre tavole restano indipendenti.

[49] Virginia Clinton-Lisell; Christine Litzinger. Decoding digital reading: a network meta-analysis of comprehension across devices. 4 gennaio 2026; DOI 10.1007/s10639-025-13843-8. Articolo pubblicato; il 2025 nell’identificatore DOI non coincide con l’anno di pubblicazione, 2026. Locatori: pp. PDF 3–8, 18–22; p. PDF 3–8, 18–22.

[50] Ministero della cultura, Ministro della cultura. Decreto ministeriale n. 272 del 5 agosto 2025 — Fondo editoria libraria. 2025-08-05. Locatori: pp. PDF 2, 4–6.

[51] Ministero della cultura, Direzione generale Biblioteche e istituti culturali. Fondo editoria libraria — FAQ sulla rendicontazione, versione 17 dicembre 2025. 2025-12-17. Locatori: pp. PDF 2–6; p. PDF 5, quesito sugli impegni 2025.

Qualifica: La data identifica la versione del file; non è una data formale di atto. Il metadato del titolo Word riporta il 16 dicembre 2025.

[52] Ministero della cultura, Direzione generale Biblioteche e istituti culturali. Fondo editoria libraria DL 201/2024 — pagina del bando e delle proroghe. Locatori: pagina ufficiale del bando e delle proroghe, paragrafo iniziale.

Qualifica: Data di pubblicazione della pagina non osservata; la procedura documentata si riferisce al 2025.

[53] Gambero Rosso S.p.A. Relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2026 e Organo di controllo. Locatori: p. PDF 6.

[54] Class Editori S.p.A. Relazione finanziaria annuale consolidata e separata 2024. Locatori: pp. PDF 6–7, 30–31, 36–40.

[55] Sanoma Corporation. Half-Year Report 2026. 2026-07-29. Locatori: pp. PDF 3–4, 9, 16, 19, 23.

[56] Anil R. Doshi; Oliver P. Hauser. Generative AI enhances individual creativity but reduces the collective diversity of novel content. Copia utilizzata: preprint arXiv v3; pubblicazione associata Science Advances 2024, DOI 10.1126/sciadv.adn5290; versione finale distinta dalla copia utilizzata. Testo principale leggibile; 22 pagine di appendice non leggibili nel testo estratto, finale non acquisita integralmente. Locatori: pp. PDF 4–5, 7, 9–14; versione locale arXiv v3; pp. PDF 4–5, 7, 9–14 del preprint; p. PDF 4–5, 7, 9–14 del preprint.

Locatori richiamati nel volume: pp. PDF 4–5, 7, 9–14; versione utilizzata arXiv v3

[57] Yun Wan; Yoram M. Kalman. Diverse AI Personas Can Mitigate the Homogenization Effect in Human-AI Collaborative Ideation. Versione arXiv 2504.13868v2; documentazione della versione riferita al 16 marzo 2026. Cronologia della prima versione del preprint e data della possibile pubblicazione finale non riconciliate. Preprint; stato della pubblicazione finale non determinato. Locatori: pp. PDF 8–14; versione arXiv v2; p. PDF 8–14.

[58] Mengchen Dong; Hiromu Yakura. Human diversity fuels collective creativity that large language models cannot simulate or sustain. Preprint arXiv 2607.26899v1, 29 luglio 2026. Preprint; revisione scientifica della versione adottata non attestata. Locatori: pp. PDF 3–9, Table S2; p. PDF 3–9 e Table S2.

[59] Nathanael Jo; Manish Raghavan. Incentives shape how humans co-create with generative AI. Preprint arXiv 2604.03529v1, 4 aprile 2026. Preprint; revisione scientifica della versione adottata non attestata. Locatori: sezioni HTML 3–4, 6; appendice A4; sezioni HTML 3–4, 6 e Appendix A4.

[60] Nelson F. Liu; Tianyi Zhang; Percy Liang. Evaluating Verifiability in Generative Search Engines (descrizione documentale). Findings of EMNLP 2023, pp. 7001–7025; DOI 10.18653/v1/2023.findings-emnlp.467. Paper di conferenza pubblicato. Locatori: pp. PDF 1–3, 5–6, 9–10; p. PDF 1–3, 5–6, 9–10.

[61] Pranjal Aggarwal; Vishvak Murahari; Tanmay Rajpurohit; Ashwin Kalyan; Karthik Narasimhan; Ameet Deshpande. GEO: Generative Engine Optimization. Copia utilizzata: arXiv v3, 28 giugno 2024; pubblicazione associata KDD 2024, DOI 10.1145/3637528.3671900; corrispondenza integrale con la versione finale non accertata. Locatori: pp. PDF 1, 3–8; versione locale arXiv v3; pp. PDF 1, 3–8 della versione arXiv; p. PDF 1, 3–8 della versione arXiv.

Locatori richiamati nel volume: pp. PDF 1, 3–8; versione utilizzata arXiv v3

[62] R. Maria del Rio-Chanona; Nadzeya Laurentsyeva; Johannes Wachs. Large language models reduce public knowledge sharing on online Q&A platforms. PNAS Nexus, 3, pgae400, 11 settembre 2024; DOI 10.1093/pnasnexus/pgae400. Articolo pubblicato open access. Locatori: pp. PDF 1–7; p. PDF 1–7.

[63] Stephanie T. Wang; Jeffrey Gleason; Yakov Bart; Christo Wilson; Danaé Metaxa. AI in Search Reduces Publisher Referrals Without Improving User Experience: Experimental Evidence (descrizione documentale). Preprint arXiv 2608.18352v1, 18 agosto 2026. Preprint; revisione scientifica della versione adottata non attestata. Locatori: pp. PDF 4–8, 11–12; p. PDF 4–8, 11–12.

[64] Formazione Avanzata, Ricerca, Editoria – FARE s.r.l. (Forum Editrice Universitaria Udinese). FARE s.r.l. – Bilancio 2022. Locatori: prospetto patrimoniale; conto economico, voce A1, esercizio 2022.

[65] Bologna University Press s.r.l.. Bilancio 2019. Locatori: conto economico, voce A1, esercizio 2019.

[66] Bologna University Press; forma giuridica dell’esercizio da verificare. Bilancio e documenti di accompagnamento, esercizio 2020 (descrizione documentale). Forma giuridica dell’esercizio da verificare. Locatori: conto economico, voce A1, esercizio 2020.

[67] Fondazione Bologna University Press (BUP; già Bologna University Press s.r.l.). Bilancio 2022 e relazione del sindaco. Locatori: conto economico, voce A1, esercizio 2022.

[68] Fondazione Bologna University Press (BUP; già Bologna University Press s.r.l.). Bilancio 2023 e relazione del sindaco unico. Locatori: conto economico, voce A1, esercizio 2023.

[69] Formazione Avanzata, Ricerca, Editoria – FARE s.r.l. (Forum Editrice Universitaria Udinese). FARE s.r.l. – Bilancio 2019. Locatori: conto economico, voce A1, esercizio 2019.

[70] Formazione Avanzata, Ricerca, Editoria – FARE s.r.l. (Forum Editrice Universitaria Udinese). FARE s.r.l. – Bilancio 2020 XBRL. Locatori: conto economico, voce A1, esercizio 2020.

[71] Formazione Avanzata, Ricerca, Editoria – FARE s.r.l. (Forum Editrice Universitaria Udinese). FARE s.r.l. – Bilancio 2021. Locatori: conto economico, voce A1, esercizio 2021.

[72] Gruppo Feltrinelli / Feltrinelli S.p.A. 2025 da record per il Gruppo Feltrinelli – comunicato 1 aprile 2026. Locatori: pp. PDF 1–3.

[73] De Agostini S.p.A. De Agostini S.p.A. Financial Statements as at 31 December 2025 have been approved. Locatori: pp. PDF 1–2.

[74] Cairo Communication S.p.A. Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026. 2026-08-06. Locatori: p. PDF 9.

[75] RCS MediaGroup S.p.A. Relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2026. 2026-08-05. Locatori: pp. PDF 4–5.

Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
bottom of page