Auto e pneumatici in Italia nel 2025: domanda in lieve calo, filiere sotto pressione, aftermarket più selettivo
- Andrea Viliotti

- 3 giorni fa
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Un anno di normalizzazione dopo il rimbalzo post‑pandemico: immatricolazioni sotto i livelli pre‑crisi, mix tecnologico che sposta competenze e scorte, mentre la gestione dei PFU e la trasparenza delle filiere diventano parte del costo industriale.
Nel 2025 l’automotive italiano ha attraversato un anno di "tenuta senza slancio": le immatricolazioni di autovetture nuove si sono fermate a 1.525.722 unità (−2.1% sul 2024). con un ultimo trimestre che ha riassorbito parte delle debolezze estive. Nel mix. le alimentazioni elettrificate hanno continuato a guadagnare centralità nelle decisioni di prodotto e di supply chain e. a fine anno. le auto ricaricabili (BEV+PHEV) hanno rappresentato il 12.7% del mercato. Fonte: UNRAE.
Sullo sfondo. il mercato dei pneumatici resta un indicatore anticipatore e. insieme. un ammortizzatore: traduce in volumi la stagionalità (estivo/invernale/all‑season). il parco circolante e i chilometri percorsi. ma incorpora anche pressioni su prezzi. tempi di consegna e qualità. Nel 2025. la sola filiera della responsabilità estesa ha visto Ecopneus raccogliere 199.408 tonnellate di PFU (a fronte di un target 160.627). segnale che la gestione a valle non è più "solo ambiente". ma capacità operativa e reputazionale. Fonte: Ecopneus.

Mondo
Il 2025 ha confermato un contesto globale in cui l’auto è meno un prodotto “finito” e più una piattaforma industriale che dipende da semiconduttori, chimica, logistica e accesso al capitale. La competizione sui prezzi e la velocità di rinnovo dei modelli hanno spinto i costruttori a comprimere tempi di sviluppo e a chiedere alla supply chain maggiore flessibilità: si traduce, per componentisti e distributori, in contratti più corti e in una gestione delle scorte più tattica.
Per gli pneumatici, l’equilibrio tra domanda e capacità resta sensibile alle oscillazioni dei flussi commerciali e ai livelli di import. Nel mercato europeo del ricambio, nei primi 9 mesi 2025 le vendite di pneumatici consumer sono state 169,333 milioni di unità (−1% sul 2024), mentre il segmento moto/scooter è cresciuto a 8,198 milioni (+4%), segnalando che la mobilità leggera continua a generare volumi anche quando l’auto rallenta. Fonte: Tyres Europe.
Il filo rosso… è che, nel 2025, la variabile davvero globale non è stata la domanda finale, ma la capacità di assorbire volatilità senza degradare servizio e qualità. Quando il costo del capitale resta selettivo, le filiere premiano chi riduce sprechi e difetti prima ancora di aumentare i volumi. Per automotive e pneumatici, questo significa progettare processi e reti distributive pensando a shock ricorrenti, non a eccezioni.
Europa
In Europa, il 2025 ha accentuato il doppio vincolo della transizione: da un lato il rinnovamento tecnologico (elettrificazione, software, sicurezza attiva), dall’altro la necessità di difendere capacità industriale e catene di fornitura in un quadro competitivo più duro. Per l’aftermarket, ciò significa che normative, etichettature e requisiti di performance diventano parte del prodotto: non bastano più prezzo e disponibilità, conta la tracciabilità della specifica e la coerenza con l’uso reale (flotte, percorrenze, stagionalità).
Il termometro è visibile nei segmenti professionali: nei 9 mesi 2025 le vendite di pneumatici truck & bus nel ricambio europeo sono state 8,414 milioni (−1%), mentre l’agricolo resta più debole (543 mila, −4%). Quando trasporto e agricoltura frenano, l’impatto arriva lungo tutta la catena: dal produttore di gomme al grossista, fino al gommista di territorio, che deve scegliere quanta esposizione tenere su premium e quanto su value. Fonte: Tyres Europe.
Il filo rosso… è che, nel 2025, l’Europa ha continuato a spostare il valore dall’hardware al sistema: componenti, pneumatici inclusi, non sono più “parti” ma elementi di performance misurabile. Per le imprese, la conseguenza pratica è che compliance e qualità non vanno trattate come costo fisso, ma come leva di accesso al mercato e di protezione dei margini.
Italia
Il mercato domestico ha chiuso l’anno con 1.525.722 immatricolazioni di autovetture (−2.1% sul 2024). un livello ancora distante dalle soglie pre‑crisi ma sufficiente a sostenere la rete commerciale e i flussi di ricambio. Il profilo trimestrale racconta un 2025 irregolare: 443.953 unità nel primo trimestre. 410.939 nel secondo. un terzo trimestre a 312.598 e un recupero nell’ultimo trimestre. Fonte: UNRAE.
Il mix di alimentazioni spiega perché le imprese della filiera non possano più ragionare “a media”: nel 2025 le ibride (HEV+MHEV) hanno raggiunto il 44,4% del mercato, la benzina è scesa al 24,3% e il diesel al 9,4%, mentre BEV e PHEV hanno chiuso rispettivamente al 6,2% e 6,5%. Per chi lavora su pneumatici e servizi, il punto è operativo: la crescita dell’elettrificato sposta carichi, coppie e profili d’uso, e rende più sensibili usura, rumore e rolling resistance — elementi che entrano nelle scelte di flotta e nei capitolati. Fonte: UNRAE.
Nei veicoli da lavoro. il 2025 ha visto 189.050 immatricolazioni di veicoli commerciali leggeri (−4.9%) e 27.755 immatricolazioni di veicoli industriali sopra le 3.5 tonnellate (−3.7%). con flessione marcata dei trattori stradali. Sul fronte due ruote. il consuntivo indica 331.523 scooter+moto. con scooter in crescita e moto in calo: segnali divergenti che. per chi vende pneumatici. si traducono in mix prodotto e stagionalità ancora più segmentata. Infine. la sostenibilità diventa “logistica”: Ecopneus dichiara 199.408 tonnellate di PFU raccolte nel 2025. dato che misura la capacità del sistema di ritiro e trattamento. Fonti: UNRAE; ANCMA; Ecopneus.
Il filo rosso… è che l’Italia, nel 2025, ha vissuto un mercato che non premia l’inerzia: chi resta fermo su assortimenti e processi pensati per un parco ICE dominante rischia di inseguire. La combinazione di stagionalità, crescente complessità tecnica e obblighi a valle (PFU) spinge verso reti più “industrializzate”: dati, standard operativi, e partner di raccolta e riciclo integrati nei contratti.
I 5 fatti della settimana
1. Il mercato auto 2025 chiude a 1.525.722 immatricolazioni. con un ultimo trimestre che compensa in parte la debolezza estiva. Per le imprese. significa domanda stabile ma più sensibile a promozioni. tempi di consegna e tassi di finanziamento. Fonte: UNRAE.
2. Le alimentazioni elettrificate diventano la “nuova normalità” nei listini: ibride al 44,4% e ricaricabili (BEV+PHEV) al 12,7%. Questo sposta la domanda di componenti e servizi verso qualità, diagnostica e gestione dei dati, anche nell’aftermarket. Fonte: UNRAE.
3. Nei veicoli da lavoro. 189.050 LCV e 27.755 industriali sopra 3.5t indicano un 2025 più prudente per trasporto e cantieri. Per pneumatici e manutenzione. l’impatto è su contratti di flotta. ricostruzione e gestione del fermo mezzo. Fonte: UNRAE.
4. La gestione PFU mostra scala e pressione operativa: Ecopneus dichiara 199.408 tonnellate raccolte nel 2025 (target 160.627). Per gommisti e flotte. diventa essenziale tracciare conferimenti e partner di filiera per evitare colli di bottiglia e rischi reputazionali. Fonte: Ecopneus.
5. Nel ricambio europeo pneumatici, i 9 mesi 2025 vedono consumer a 169,333 milioni (−1%) ma moto/scooter in crescita (+4%). La lezione è di mix: stagionalità e micro‑segmenti contano più del “mercato totale” quando si pianificano scorte e prezzi. Fonte: Tyres Europe.
Intelligenza artificiale
Nel 2025 l’IA è uscita dalla fase “proof of concept” per entrare nei processi che contano: pianificazione della domanda, controllo qualità e assistenza tecnica. Per l’automotive, la leva più immediata è l’ottimizzazione della supply chain: modelli che combinano ordini, lead time e dati di trasporto possono ridurre stock e rotture, ma solo se alimentati da dati puliti e governance chiara.
Nell’universo pneumatici, l’applicazione più concreta è il forecast per canale (flotte, retail, e‑commerce) e per stagionalità, incrociando meteo, ordinanze locali e storico vendite. Il punto competitivo, però, non è “avere un algoritmo”: è trasformare il segnale in decisioni operative — riordini, allocazioni, e interventi di manutenzione predittiva — e misurarne l’impatto su resi, garanzie e soddisfazione del cliente.
Automazione industriale
Il 2025 ha reso evidente che automazione non significa solo robot: significa stabilità di processo e capacità di cambiare produzione senza sprechi. In componentistica e pneumatici, il tema è la variabilità: più versioni, più materiali, più combinazioni — e quindi più rischio di difetti e fermi linea.
Per le imprese italiane, la sfida è integrare automazione e competenze: sensoristica, visione artificiale, tracciabilità e manutenzione predittiva. Chi riesce a standardizzare dati di impianto e qualità può negoziare meglio con OEM e grandi flotte, perché porta evidenze — non opinioni — su conformità, rendimento e TCO.
USA, Cina e UE
Nel 2025, le imprese della filiera automotive hanno dovuto gestire un contesto geopolitico che agisce su tre piani: politiche industriali (incentivi, localizzazione), regole tecnologiche (export control e sicurezza) e commercio (tariffe e misure difensive). La differenza, per chi produce o distribuisce, è capire a che “stadio” si trova una misura: annuncio, avvio di indagine, decisione applicativa, oppure fase di ricorso e negoziato.
Questo linguaggio di “stato avanzamento” non è burocrazia: serve a decidere quando anticipare scorte, quando diversificare fornitori e quando spostare capacità produttiva. Per pneumatici e componenti, l’impatto si vede nei costi di approvvigionamento (gomma, chimica, acciaio), nei tempi doganali e nella disponibilità di specifiche omologate, con un effetto diretto su prezzi finali e margini dell’aftermarket.
Borse valori
Nel 2025 i mercati hanno mandato un messaggio utile alle imprese: il costo del capitale è rimasto selettivo, ma ha premiato chi ha reso credibile un percorso di margini e di efficienza energetica. La lettura sotto non è “borsa per la borsa”, ma un termometro di rischio e di aspettative su crescita e inflazione.
· NYSE (USA) — S&P 500: +16,39% nel 2025. Fonte: S&P Dow Jones Indices. Lettura: capitale più disponibile per chi dimostra produttività e pricing power, con riflessi su investimenti di filiera.
· NASDAQ (USA) — Nasdaq Composite: +20,36% nel 2025. Fonte: Macrotrends. Lettura: premio alla tecnologia e al software, che nell’auto si traduce in ADAS, connettività e data‑driven manufacturing.
· Euronext (Italia inclusa) — STOXX Europe 600: +16,6% nel 2025. Fonte: Reuters. Lettura: i mercati europei hanno scontato normalizzazione, ma restano sensibili a energia e domanda industriale.
· Londra (LSE) — FTSE 100: +21,5% nel 2025. Fonte: The Independent. Lettura: composizione “difensiva” e valuta hanno attenuato volatilità; utile per chi ha supply chain UK‑UE e contratti in GBP.
· Shanghai (SSE) — Shanghai Composite: +18,41% nel 2025. Fonte: People.cn / Shanghai Securities News. Lettura: segnali di supporto e rotazioni settoriali impattano su concorrenza EV e catena batterie.
· Shenzhen (SZSE) — Shenzhen Component: +29,87% nel 2025. Fonte: People.cn / Shanghai Securities News. Lettura: maggiore esposizione a tecnologia e mid‑cap, con effetti su elettronica auto e componenti.
· Hong Kong (HKEX) — Hang Seng: +28% nel 2025. Fonte: The Wall Street Journal. Lettura: ponte finanziario verso la Cina; utile come indicatore di sentiment su export e su catene asiatiche.
· Tokyo (JPX) — Nikkei 225: circa +28% nel 2025. Fonte: Al Jazeera. Lettura: yen, tecnologia e automotive giapponese restano un riferimento per qualità e produttività in componentistica.
· India (NSE) — Oro: +65% nel 2025 (proxy di copertura rischio). Fonte: The Guardian. Lettura: quando la copertura cresce, aumenta la pressione su costi input e su financing, specie per PMI esposte a import.
Il filo rosso… è che i mercati, nel 2025, hanno “prezzato” più i processi che i volumi. Per automotive e pneumatici, questo significa che efficienza energetica, qualità e tracciabilità della filiera diventano linguaggio finanziabile: banche, clienti e assicurazioni chiedono evidenze. Chi trasforma i dati operativi in reputazione di affidabilità riduce il costo del capitale anche senza crescere a doppia cifra.
In numeri
Due grafici per fissare i driver del 2025: andamento delle immatricolazioni e composizione per alimentazione.


Che cosa cambia per le imprese
Cinque implicazioni operative, una per funzione, da portare in comitato operativo. Ogni punto include un trigger osservabile e un KPI misurabile su dati aziendali o pubblici.
· [CEO] Nel 2025 il mercato premia chi governa la complessità (mix tecnologico, canali, compliance) senza inseguire solo volumi. Trigger: revisione listini OEM/fornitori o variazioni improvvise del mix alimentazioni. KPI: margine per canale; tasso di consegne puntuali (OTD).
· [CFO] La volatilità non è sparita: serve proteggere cassa e capitale circolante soprattutto su scorte stagionali e prodotti a lenta rotazione. Trigger: aumento giorni giacenza o incremento resi/garanzie. KPI: DIO (days inventory outstanding); cash conversion cycle; costo medio finanziamento scorte.
· [COO] L’aftermarket richiede industrializzazione della rete: procedure, tracciabilità, standard qualità e collaborazione sui PFU. Trigger: picchi stagionali o colli di bottiglia su ritiro PFU e logistica. KPI: lead time approvvigionamento; first‑time‑fix in officina; tasso reclami qualità.
· [CISO] Veicoli connessi, dealer e supply chain digitale espongono a incidenti cyber che fermano vendite e assistenza più di un guasto fisico. Trigger: crescita anomalie su accessi remoti o phishing verso rete vendita. KPI: tempo medio di ripristino (MTTR); percentuale backup testati; incidenti segnalati per mese.
· [HR] Transizione e automazione spostano skill: servono competenze su dati, diagnostica e qualità, oltre alla manualità tradizionale. Trigger: aumento turnover su ruoli tecnici o difficoltà di copertura turni. KPI: vacancy time per profilo; ore formazione per addetto; tasso certificazioni tecniche conseguite.
Settimana prossima
· 30 gennaio 2026: Tavolo nazionale sul settore Automotive al MIMIT, indicato come prossimo appuntamento istituzionale dopo il consuntivo 2025. Fonte: UNRAE.
· Entro metà aprile 2026: finestra di cambio pneumatici invernali/estivi e verifica codici di velocità, variabile che muove picchi di domanda retail. Fonte: Sky TG24.
· Da metà novembre 2026: riattivazione del periodo invernale su molte tratte (pneumatici invernali o dispositivi a bordo in base a ordinanze), con impatto su scorte e staffing. Fonte: Sky TG24.
Il filo rosso… è che, anche nel 2026, il calendario “muove” il mercato quanto i listini: chi prepara scorte, personale e logistica sulle finestre stagionali riduce gli straordinari e migliora il servizio, senza rincorrere l’ultimo minuto.
Orizzonte: ultimi 6 mesi, prossimi 3 mesi
· Stagionalità pneumatici più “spigolosa” tra all‑season e invernali. Confidenza: media. Segnali: ordini anticipati su canale retail; aumento richieste all‑season. Collegamento: gestione scorte e staffing gommisti.
· Pressione su trasporto e cantieri riflessa sul segmento truck & bus. Confidenza: medio‑alta. Segnali: riduzione km medi flotte; contratti manutenzione più negoziati. Collegamento: mix prodotti TBR e servizi, ricostruzione inclusa.
· Crescita ibrido come default e stabilizzazione ricaricabili a doppia cifra. Confidenza: alta. Segnali: mix immatricolazioni e capitolati flotte; più richieste su bassa resistenza al rotolamento. Collegamento: specifiche pneumatici, rumore e TCO.
· Aumento requisiti di tracciabilità su PFU e rifiuti collegati. Confidenza: media. Segnali: audit clienti; richieste documentali su conferimenti. Collegamento: compliance e reputazione di rete.
· AI applicata a forecast e qualità, ma rischio “dati sporchi”. Confidenza: media. Segnali: progetti IA che non arrivano a produzione; errori anagrafica prodotto. Collegamento: governance dati e standardizzazione processi.
· Politiche commerciali e tariffe: maggiore necessità di distinguere annuncio/indagine/applicazione/ricorso. Confidenza: bassa‑media. Segnali: aggiornamenti doganali e comunicazioni associazioni. Collegamento: sourcing, prezzi e contratti.
· Costo energia e costo capitale come variabili di margine, non solo di budget. Confidenza: media. Segnali: spread fornitori; richieste anticipo pagamenti. Collegamento: finanza di filiera e negoziazione.
Il filo rosso… è che i prossimi tre mesi non chiedono “strategie nuove”, ma disciplina: dati, priorità e scelte di assortimento coerenti. Chi governa le variabili controllabili (scorte, qualità, compliance, cyber) arriva più forte quando il ciclo di domanda torna a spingere.
Piano 30/60/90 (EEL lite)
Orizzonte | Azione (cosa fare) | Owner | Scadenza | Segnali / KPI |
30 giorni | Pulire dati base (anagrafiche pneumatici, stock, PFU) e definire regole di riordino per stagione/canale. | COO + Supply Chain | T+30 | DIO; OTD; errori anagrafica; backlog PFU. |
60 giorni | Ricalibrare mix premium/value e contratti con fornitori e logistica, includendo clausole su qualità e tracciabilità. | CFO + Procurement | T+60 | margine per canale; tasso reclami; lead time; cash conversion. |
90 giorni | Mettere in produzione un ciclo forecast+allocazione (anche con IA) e un cruscotto rischi operativi/cyber per rete e impianti. | CEO + CISO + Data/IT | T+90 | accuratezza forecast; MTTR; incidenti; fill rate. |
Il filo rosso… è che la velocità non nasce da “correre”, ma da ridurre attrito: dati allineati, responsabilità chiare e segnali misurabili. In automotive e pneumatici, questo è spesso più efficace di qualunque previsione macro.
Rischi/incidenti (sintesi operativa)
Rischio/Incidente | Impatto | Segnali precoci | Mitigazione | Owner |
Rottura stock stagionale (invernali/estive) | Perdita vendite + stress rete | Aumento backorder; ordini last‑minute | Pianificazione per canale; buffer su top SKU | COO |
Qualità / reclami su pneumatici | Costi garanzia + reputazione | Aumento resi; pattern difetti | Controlli in ingresso; feedback loop con fornitori | Qualità |
Colli di bottiglia PFU | Rallentamento officine + non conformità | Saturazione depositi; ritardi ritiro | Accordi multipli; tracciamento conferimenti | Sustainability/Operations |
Incidente cyber su rete vendita o impianto | Fermo operativo + perdita dati | Alert accessi; phishing; patch arretrate | Segmentazione; backup testati; piani risposta | CISO |
Il filo rosso… è che i rischi del 2025 non sono “catastrofi” ma incidenti frequenti: stock, qualità, PFU e cyber. Gestirli con routine e segnali è più economico che reagire a emergenza in corso.
Cosa monitorare nel passaggio 2025→2026: KPI Italia: immatricolazioni autovetture (UNRAE), quota ricaricabili (UNRAE), immatricolazioni LCV (UNRAE), raccolta PFU (Ecopneus). Segnali osservabili: slittamenti consegne OEM, variazioni improvvise di stagionalità (all‑season vs invernali), picchi di reclami qualità, ritardi nel ritiro PFU sul territorio.
Filo rosso
Il filo rosso… del 2025, tra auto e pneumatici, è stata la transizione da un mercato “di quantità” a un mercato “di precisione”. Le immatricolazioni non sono crollate, ma hanno richiesto più disciplina: mix tecnologico, compliance, qualità e gestione del fine vita entrano nel costo industriale.
Per la filiera, la conseguenza è chiara: vince chi riduce l’attrito tra domanda e servizio — scorte giuste, specifiche corrette, rete formata, dati affidabili — e chi mette a sistema l’ultimo miglio (ritiro PFU, tracciabilità, sicurezza). È qui che automotive e pneumatici si incontrano davvero: nel TCO per flotte e famiglie, e nella credibilità operativa delle imprese.
Il 2026 non richiede scommesse eroiche, ma un metodo: distinguere fatti, interpretazione e azione; misurare segnali precoci; aggiornare scenari. In un settore in cui ogni shock si trasforma in tempi e costi, la differenza tra chi guida e chi subisce è, sempre più, la qualità delle decisioni.






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