Due guerre e la nuova corsa allʼIA: la settimana in cui il rischio cambia forma
- Andrea Viliotti

- 8 feb
- Tempo di lettura: 5 min
Tra banche centrali ferme, oro vicino ai massimi e rotazione tra tech e value, la geoeconomia entra in una fase di pricing dell’incertezza. Impatti su imprese italiane e FTSE MIB.
Il mercato paga coperture (oro e volatilità) ma seleziona i vincitori: energia, difesa e banche in Europa; semiconduttori e cloud sotto esame per la sostenibilità dei capex.

La settimana 31 gennaio–6 febbraio 2026 ha mostrato una dinamica tipica delle fasi di transizione: le notizie geopolitiche aumentano la domanda di assicurazione (coperture, materie prime rifugio), mentre la finanza azionaria resta in modalità selettiva, premiando chi riesce a trasformare lʼincertezza in margine o in crescita.
Per lʼItalia e per il FTSE MIB questo significa due cose: (1) la composizione settoriale dell'indice rende il mercato sensibile a energia, tassi e rischio geopolitico; (2) le imprese italiane — spesso esposte a catene del valore lunghe e a input energetici — devono gestire simultaneamente rischio fisico (conflitti e logistica) e rischio digitale (cyber e IA).
Mondo
Due teatri di guerra continuano a proiettare effetti economici ben oltre la linea del fronte. In Ucraina il tema non è solo militare: la pressione sulle infrastrutture energetiche si traduce in volatilità attesa su energia e fertilizzanti e, indirettamente, sul costo del capitale in Europa. In Medio Oriente l'attenzione dei mercati si concentra su tre canali: rischio di allargamento regionale, sicurezza delle rotte (Suez–Mar Rosso) e premio assicurativo sui trasporti.
Il punto operativo per imprese e investitori è che lʼincertezza geopolitica non si manifesta soltanto come evento ma come regime: aumenta la probabilità di shock a bassa frequenza e alto impatto, e rende più preziosi gli asset di copertura e le filiere ridondanti.
Mercati: rotazione, coperture e fragilità della crescita
Nel mercato azionario globale la fotografia di settimana è una rotazione: da un lato, riallocazione verso settori e stili più difensivi; dall’altro, selettività sulle storie legate allʼIA, dove la domanda non manca ma la domanda di qualità (margini, pricing power, execution) diventa discriminante.
Il segnale più chiaro arriva dal disallineamento tra indici: quando la tecnologia rallenta e lʼeconomia tradizionale regge, il messaggio non è un risk-off puro, ma un aggiustamento della narrativa. Per il FTSE MIB, più bancario e value, questo contesto può essere un vantaggio relativo — finché la volatilità resta gestibile e i costi dellʼenergia non risalgono in modo persistente.

USA, Cina e UE
Le banche centrali restano il metronomo della percezione di rischio: la stabilità dei tassi segnala fiducia nella disinflazione, ma anche il limite dell’impulso monetario nel sostenere la crescita reale. Negli Stati Uniti l’attenzione si sposta dal livello dei tassi alla traiettoria: quanto rapidamente (e quanto ordinatamente) si potrà passare da restrizione a neutralità.
La Cina, dall’altra parte, continua a lavorare su due piani: sostegno ciclico (domanda interna, manifattura) e competizione tecnologica. Il che spiega perché le notizie su semiconduttori, controlli all’export e investimenti in cloud e data center abbiano oggi un impatto che travalica i listini tech: toccano supply chain, energia, e capacità industriale.
Per l’Unione Europea il tema è la traduzione di questa competizione in politica industriale e in regole: energia, sicurezza, e IA. La frizione non è solo geopolitica; è geoeconomica: incentivi, standard, e accesso a capitali e competenze.
Italia:
In Italia la settimana ha riaperto tre dossier, con effetti diretti su imprese e mercati.
Primo: la crescita. Le revisioni sulle prospettive 2026 aiutano il sentiment, ma non cambiano la sostanza: il Paese resta in un corridoio di crescita bassa, dove produttività e investimenti contano più del ciclo. Questo rende cruciali due leve: (a) costo dell’energia per manifattura e servizi; (b) credito bancario e condizioni di finanziamento.
Secondo: salari e welfare. La tensione tra potere d’acquisto e sostenibilità della spesa pubblica è il terreno su cui si misurerà la politica economica: rinnovi contrattuali, pressione demografica e bisogno di competenze (anche digitali) definiscono la capacità di tenuta sociale.
Terzo: sicurezza e scuola. Il tema cyber si intreccia con l’evento sportivo globale (Milano–Cortina) e con la necessità di rafforzare competenze STEM e digitali: senza capitale umano, lʼIA resta un costo; con capitale umano diventa produttività.
Per il FTSE MIB, la sintesi è operativa: banche e assicurazioni sono la cartina di tornasole delle condizioni finanziarie; energia e difesa assorbono parte del premio geopolitico; utilities e infrastrutture riflettono regolazione e capex. In questo quadro il KPI di bolla speculativa (composito 0–100) non segnala euforia: semmai, un mercato che compra crescita dove la vede, ma continua a pagare per protezione.

Timeline
· 31/01 — Apertura settimana: mercati in modalità di copertura selettiva tra due conflitti e attese su banche centrali.
· 02/02 — Cina: indicatori ciclici (PMI) confermano un quadro di crescita disomogenea tra domanda interna e manifattura.
· 04/02 — Italia: focus su stime di crescita 2026 e impatto su finanza pubblica e investimenti.
· 05/02 — Eurozona: BCE conferma tassi invariati e ribadisce dipendenza dai dati su inflazione e credito.
· 05/02 — Tecnologia: risultati e guidance sulle spese IA riaprono il tema capex vs margini.
· 06/02 — Materie prime: oro ancora sostenuto; petrolio volatile in funzione di domanda e geopolitica.
· 06/02 — USA: il mercato prezza un percorso di tassi meno meccanico e più dipendente da crescita e lavoro.
· 06/02 — Logistica: rotte e premi assicurativi restano sotto osservazione (Mar Rosso e Mediterraneo).
· 06/02 — Cyber: attenzione a rischio ibrido (fisico + digitale) per infrastrutture ed eventi.
· Fine settimana — Preparazione alla settimana 6–14/02: test per la resilienza di equity e credito.
Numeri chiave
· FTSE MIB: 45.877,20; variazione settimanale: 0,77%. Periodo: 30/01/2026–06/02/2026 Fonte: Investing.com (storico); cross-check: Yahoo Finance.
· Forecast GDE FTSE MIB (chiusura 13/02): Base 52% (10–90%: 46.247–47.797), Laterale 33% (10–90%: 45.194–46.035), Shock 15% (10–90%: 43.084–44.946). Periodo: 06/02/2026–13/02/2026 Fonte: elaborazione GDE (Ω_MORPH_FIN) su storici FTSE MIB e volatilità.
· KPI bolla speculativa composito: 36,0 su 100. Periodo: dato al 06/02/2026 Fonte: elaborazione GDE (valutazioni proxy + volatilità + sentiment + geopolitica/uncertainty).
· VIX: 17,76; variazione settimanale: 1,83%. Periodo: 30/01/2026–06/02/2026 Fonte: CBOE/Investing.com.
· Future oro: 4.979,80; variazione settimanale: 4,95%. Periodo: 30/01/2026–06/02/2026 Fonte: Investing.com; cross-check: WSJ Market Data.
· Brent: 68,05 USD/bbl (settlement). Periodo: 06/02/2026 Fonte: WSJ Market Data; Trading Economics.

Cosa monitorare nel 2026: la variabile decisiva non è un singolo dato, ma la coerenza tra geopolitica, finanza e produttività. Se l’incertezza resta elevata, vinceranno i modelli di business che trasformano rischio in resilienza (energia, sicurezza, filiere) e spesa in produttività (IA e competenze). Per l’Italia, il test è duplice: accelerare investimenti e capitale umano senza perdere coesione sociale, e mantenere attrattivo il premio per il rischio del proprio mercato.
Filo rosso
Il filo rosso è che il rischio non sta sparendo: sta cambiando forma. Le guerre alzano il costo della logistica e dell’energia anche quando i prezzi spot scendono; lʼIA alza l’asticella competitiva e sposta capitali verso chi può sostenere capex e talenti; le banche centrali, ferme, ricordano che il sostegno monetario non è infinito.
Per imprese e investitori italiani la conseguenza è concreta: serve una strategia a due velocità. Nel breve, gestione di coperture, forniture e cyber. Nel medio, investimenti in efficienza energetica, dati e competenze. Il mercato (FTSE MIB incluso) premierà chi riesce a dimostrare questa transizione nei numeri, non nelle intenzioni.



Commenti